Food » Apericake per Le Bon Bon di Mario Di Costanzo

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Io amo le torte a frutta. Il mondo intorno a me quelle al cioccolato. “Ci vorrebbe una torta metà e metà”, mi dicono tutti fin dall’infanzia. “Sì, ma bella”, aggiungo io che trovo i dolci una categoria a parte, che deve essere mangiata soprattutto cogli occhi, più che col palato.

E così un giorno quel genio di Mario Di Costanzo che fa?

Decide di realizzare una torta unica, formata da due metà di gusti diversi. Bella come un quadro, lucente, colorata, allegra, sfacciatamente bella in una confezione simil vinile anni ’70 che pure pareva da mangiare, tanto era perfetta.

E allora ecco la torta Bon Bon, l’ultima novità della Pasticceria Di Costanzo.

Mario non è un pasticciere ma un pastry chef e maitre chocolatier, ovvero accanto ai dolci tradizionali, buonissimi, realizza una pasticceria moderna dagli abbinamenti insoliti e ricercati, con una cura per il dettaglio e per l’estetica che davvero rende peccaminoso il gesto di mangiare tanta bellezza. Eppure, non si indulge con gli zuccheri, non si cede a modernità americane e alle (da me) odiate paste di zucchero. Si sta sulla scia della grande pasticceria francese, con brevi incursioni in minicheesecake.

Le torte Bon Bon non saranno un dolce tradizionale eppure, sarebbero il regalo che vorrei per queste feste di Natale: deciderò probabilmente di inserirla nella tavola delle tante feste che verranno, o di regalarla ad amici speciali. Perchè, appunto, è un dolce, ma anche un viaggio e un’opera d’arte.

Bon Bon è disponibile in tre varianti:

La Bon Bon Cioccolato, arachidi e caramello salato con aggiunta di fragola, vaniglia e menta fresca;

La Bon Bon pistacchio di Bronte con albicocche del Vesuvio e arancino con aggiunta di cocco e limone della Costiera Amalfitana;

La Bon Bon Vaniglia al profumo di bacche vaniglia di Thaiti, cioccolato al latte e caramello al sale di Maldon con aggiunta di yogurt greco ai sentori fruttati di limone e lampone.

 Sottili sfoglie di oro alimentare e cialde di cacao completano la composizione conferendo al dolce un tocco di delicata raffinatezza (capite perchè nelle feste è perfetta?).

Oltre a presentarci queste delizie di torte, abbiamo assaggiato eclair, bigne e piccola pasticceria e anche i sublimi cioccolattini di Mario.

All’ora dell’aperitivo, Piazza San Domenico avvolta in una luce magica, dolci buoni e non stucchevoli: è nata da qui l’idea dell’apericake, un aperitivo dolce, in un contesto magico come solo Napoli, città di geni, sa essere.

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