Food » Baroq: il bistrot giusto nel salotto buono della città

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A Napoli di Bistrot ce ne sono proprio pochi.

Lo pensavo proprio qualche tempo fa, tornando da un viaggio di lavoro, quando lessi questo bell’articolo sui bistrot napoletani e mi ripromisi di visitarli tutti. E poi, una presentazione stampa organizzata da Di Punto Studio, mi ha fatto finalmente varcare le soglie di questo locale, che si trova nel “salotto buono della città, in quella Riviera di Chiaia che è sempre stata passeggio di lusso, a pochi metri dal mare, in quello che è ormai un quadrato magico per la ristorazione cittadina.

Da Bistrot trovate tre cose già belle di per sé, mai viste insieme a Napoli:

  1. la migliore arte del Barocco Napoletana
  2. la cucina tradizionale nobiliare napoletana
  3. degli ottimi cocktail in stile napoletano.

E infatti:

quadri d’autore nelle mura  dell’antico Palazzo De Majo, commissionato nel XVIII secolo dalla famiglia De Majo a Ferdinando Sanfelice, al civico 6 di Piazza Vittoria. Gli spazi sono allestiti prendendo in prestito i materiali della terra partenopea, il tufo giallo e la pietra lavica, luce e ombre, i due volti di Napoli. Al centro del locale è stata recuperata una grata spalliera del XVII secolo in ferro e ottone dorato, elemento distintivo e quasi icona dello spazio che in passato ha ospitato una galleria di antiquariato.

L’arte è secondo me il punto forte di questo locale: l’idea di poter mangiare sotto un quadro di Luca Giordano per me è stata emozione pura.

Le mostre si susseguono con cadenza regolare, variando nella possibilità di ritornare e vedere nuove opere.

Poi ci sono i cocktail del resident barman Andrea Chiariello, che oltre a fare mixology, si comporta quasi come un alchimista, tra affumicature ed aromatizzazioni, proponendo cocktails classici e baroqtails di propria invenzione.

Ad un simile barman ci si affida. Ecco cosa ha scelto per me, creando un “Evelita”:

Ma i suoi virtuosismi sono stati davvero tanti, prima di passare al pranzo vero e proprio, in un tavolo conviviale che ha funzionato, nonostante il posto sia adatto, secondo me, a cene romantiche e piccoli gruppi.

A Baroq le indicazioni della cucina sono del monzù Antonio Tubelli, che si ispira alla cucina nobiliare napoletana. Non quella popolare, della tradizione più comune, conosciuta e casalinga e che tanto va di moda in numerosi locali napoletani nuovi.

Un’interpretazione diversa della storia napoletana, più vicina al Corrado, che non è immediata al palato, che può non piacere a tutti ma che ha il pregio di essere filologicamente corretta e riportarci indietro nel tempo.

Il menù di questa giornata è stato:

MENU COMMUNITY LUNCH

SMETANA (SALSA CON LATTE ACIDO E ARANCIA) CON BACCALÀ MARINATO AGLI AGRUMI

BOLLITO DI MACINATO DI VITELLO CON ORTAGGI IN SALSA DI FORMAGGIO

ZUPPETTA DI TORZELLE CON ZUCCHETTA NAPOLETANA STUFATA

TIMBALLO DI SCAMMARO

MOUSSE DI FICHI MOSCIONI SU BISCOTTO DI PASTA FROLLA

Il posto più bello per sentirvi  un moderno nobile napoletano, all’ora dell’aperitivo, di pranzo o di cena.

 

 

 

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