Food » Braceria Pastore: festeggiare facendo del bene

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Alla Braceria Pastore sono stata proprio bene: sembra una cosa scontata ma non lo è.

Mi è sembrato di essere in una macchina perfetta, dove tutto funzionasse a dovere: il servizio attento e puntuale, le cotture millimetriche di ogni cosa (non solo dell’ottima carne alla griglia, ma anche delle candele, per esempio), una buona mise en place, buone scelte dei vini, ottima accoglienza. Cosa non secondaria per una braceria, non c’era uno sgradevole odore di brace, troppo penetrante sui vestiti. Non c’era quella eterna atmosfera di pub/agriturismo che non sempre mi piace se voglio solo mangiare buona (ottima!) carne.

E poi, oltre a presentare il menu autunnale, mi è sembrato bello essere invitata a mangiare cose “buone” per parlare anche di una “buona” causa, ovvero l’idea che per festeggiare i 50 anni della Macelleria Pastore, negozio storico, attiguo al locale, avessero pensato ad una grande festa per lunedì 26 con una destinazione encomiabile: il Santobono Onlus.

I Pastore (il papà Domenico macellaio, Luca bracista e la mamma Milena ai fornelli) fanno assaggiare le loro prelibatezze (dopo le foto di alcune!) e con una donazione minima di 15 euro si può finanziare uno specifico progetto, ovvero aiutare l’Associazione Sostenitori Ospedale Santobono ONLUS a raccogliere fondi per ospitare il professore londinese B.C Sommerlad che, assistito dall’equipe specializzata del Santobono guidata dal dottor Marcello Zamparelli, effettueranno una innovativa tecnica chirurgica sui piccoli pazienti campani affetti da Labiopalatoschisi (meglio conosciuta come “labbro leporino”).

Ma veniamo alle ottime cose assaggiate: oltre alla fenomenale carne alla brace, un piatto più di “innovazione”, uno di tradizione e uno di memoria:

- gateau salsicce friarielli e parmigiano di vacche rosse

- genovese (con candele spezzate: pasta e carne cotta davvero “a mestiere”)

- stintinielli di agnello con fiordilatte e pancetta con contorno di patate e piselli.

Gli stintinielli sono intestini di agnelli: un piatto che celebra appunto il lungo percorso della famiglia Pastore dalla scelta alla macellazione delle carni fino alla loro preparazione. per gustare le itneriora con i gusti moderni -ovvero per seguire le evoluzioni delle nostre abitudini- occorre enorme bravura: gli stintinielli sono andati a ruba, a dimostrazione di questa unga esperienza costantemente rinnovata.

L’abilità di Luca nel cuocere millimetricamente su una delle poche griglie a carbone in città è stata presto detta: manzetta prussiana e entrecôte di Black Angus

Visto che qui si beve anche bene e si bada anche alla qualità del dessert, vini Tecce e dolce di Di Costanzo: due garanzie.

Quindi, un posto che consiglio, che sa di genuinità, dalle materie prime alla solidità della Famiglia Pastore: papà macellaio con bottega annessa, che compie -appunto- 50 anni di attività, mamma in cucina a preparare primi e contorni, ed infine luca alla griglia, con cura ed attenzione.

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