Food » Essere donna e lavorare, a Napoli. Un pranzo tra donne Addà figlia d’ò Marinaro

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Se sei donna, lavorare è difficile. Non solo perchè si parla di femminicidio e molestie ma proprio perchè fare la figlia, la moglie, la madre e provare ad avere una vita propria, un’indipendenza e una realizzazione economica non è semplice.

Io confesso che a volte l’ho desiderato, di non lavorare. Di non avere altri pensieri oltre alla mia famiglia, alla mia casa, al mio mondo interiore. E siccome sono sociologa, e ho letto e ho studiato tanto, so che non è giusto e che devo superare le difficoltà e riuscirci e realizzarmi professionalmente. E’ per questo (e perchè riuscivo a conciliarlo con gli impegni di lavoro e famiglia!) che ho accettato un invito ristretto, destinato solo alle donne, da parte della signora Assunta, à Figlia d’ò Marenaro. E ho capito che il suo insegnamento, non frutto di studi ma di esperienza vissuta, è prezioso:

“Siate caparbie nel lavoro, non abbandonate, non disperate. Abbiate la forza di seguire la vostra strada e le vostre scelte”.

E per capirlo, basta leggere le note stampa su di lei:

A 7 anni lavorava nel Ristorante di famiglia pulendo cozze su una cassetta di birra peroni, oggi dirige in prima fila un’attività conosciuta in tutto il mondo.

 

Una famiglia unita con tre figli, sessanta dipendenti, ricerca costante dell’eccellenza con la capacità di cerare un dialogo professionale con altre realtà e con le nuove generazioni, una ristrutturazione che ha richiamato l’attenzione della stampa e degli addetti ai lavori, Assunta Pacifico non è solo il capitano di una nave che ha sempre più il vento in poppa, ma l’esempio della tenacia e della forza delle donne che l’hanno resa leader in un ambiente professionale tipicamente maschile.

Un pranzo speciale quello del 7 Marzo per raccontare e testimoniare questa forza e per spingere le altre a non mollare, attraverso una comunicazione sempre a passo con i tempi, coinvolgendo blogger e social e tutto il pubblico che segue su questi canali a Figlia d’ò Marenaro.

“L’idea è anche quella di rendere partecipe virtualmente le migliaia di donne che ci seguono – spiega Valentina Castellano, la responsabile comunicazione del Ristorante – con un appello in diretta che spinga loro a raccontare e testimoniare le proprie storie, la propria forza e la propria esperienza. Metterci insieme, condividere questo momento, è questa la nostra più grande forza”

Per questo, seguitemi: proverò ad assaggiare non solo i piatti ma una storia di coraggio e passione per la giornata internazionale della donna.

 

 

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