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fintagenovese

Quando andai a fare i casting di “Cuochi e Fiamme” mi chiesero di raccontare il mio peggiore piatto, o disastro in cucina.

E io aprii il capitolo “pesce finto”. La cosa andò così: volevo fare una cena con prodotti tipici della costiera, e difatti feci delle bruschette con paté di tonno fresco, degli spaghetti alla colatura e…il pesce finto, ovvero una specie di polpettone di tonno, freddo, decorato con mayonese e a forma di pesce. Secondo me era carino e innovativo. Secondo gli amici era pessimo. Le loro facce erano di sbigottimento, perplessità e rifiuto. Il pesce finto fu un disastro e da allora una simpatica coppia di amici non fa che prendermi in giro, ignorando che da allora ho fatto qualche progresso…non tanto in cucina, quanto nella scelta dei menù!

Ecco perchè le cose “finte” ed “innovative” le riservo solo alle cene casalinghe e le propongo solo dopo molte sperimentazioni. Quella di oggi è la ricetta della Finta Genovese,

ovvero delle fettine di vitello, cotte in modalità a metà tra una braciola da ragù aperta ed una genovese, con cipolla rossa, uvetta, pinoli, un cucchiaino di zucchero di canna, pepe e…senza olio!

Finta Genovese

Ingredienti

4 fettine di vit

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2 cipolle rosse

una manciata di pinoli e uva passa

un cucchiaino di zucchero di canna

Procedimento

Scaldare la padella e stufare le cipolle con due spruzzate d'olio e un pò di sale, coprendo e facendo uscire l'acqua dalle cipolle, che saranno ben stufate. Poi si fanno scaldare anche uvetta (per me biologica) e pinoli

e infine si adagiano le fettine. Quando il sughino si stava asciugando, ho aggiunto una bustina da bar di zucchero di canna, facendole caramellare. Questo tocco le rende speciali!

Il risultato era ottimo, stavolta, lo giuro, tanto che provo anche a partecipare ad un contest: “Two gust is megl che one” di Tina e Vicky, che hanno avuto la geniale idea di parlare dei piatti agrodolci, usati spesso nelle cucine etniche o regionali, ma non sempre molto conosciuti. Queste fettine sono una scoperta proprio perchè aromatiche e appena dolciastre (grazie alla cipolla rossa, all'uvetta e allo zucchero di canna) senza stufare perchè, essendo ben pepate, hanno comunque un gusto deciso… agrodolce, appunto!

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