Food » FoodTour “Schiazzano e Tradizioni”

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Toccare Capri con un dito, perdersi in un limoneto, assistere alla nascita di un caciocavallo, attraversare strade ricche di fiori a bordo di un calessino, dar da mangiare alle mucche guardando il mare, intingere un pezzo di pane in un olio profumato, guardare la pizza cuocere nel forno a legna, sorseggiare un limoncello, ascoltare le storie della Penisola Sorrentina.

Questo è il FoodTour che mi ha portato nel cuore della Penisola Sorrentina, organizzato dall’Azienda Agricola Il Turuziello e dal Ristorante da Francesco, entrambi di Schiazzano, frazione di Massa Lubrense, territorio di stelle Michelin e ottimo cibo.

Nella parte autentica della Penisola, quella fatta ancora di persone ospitali per vocazione, con punti panoramici senza migliaia di turisti in fila per la stessa foto. Una penisola insolita, (io che amo anche la Costiera insolita) e perciò preziosa, tutta da scoprire in un foodtour che parte da Sorrento, e che riesce a restituire visioni, profumi e sapori.

Si parte da Sorrento, dove un pick up preleva i partecipanti per portarli, attraverso il mitico Nastro Verde, a Schiazzano.

Massa Lubrense e il suo centro li lasciamo alle spalle, continuando a percorrere una strada che profuma di fiori e che affaccia dritta dritta su Capri. Da qui Gioacchino Murat coordinò una delle sue battaglie più famose (ora la sua villa è un resort) e si capisce facilmente perchè:

Si procede poi alla volta dell’Azienda Agricola Il Turuziello dove Benedetto ci accoglie in un regno incantato: quest’azienda produce olio, formaggi (come il celebre e ottimo provolone del Monaco), fiordilatte e treccia. Ci conduce nel regno delle sue mucche, che guardano beate lo stesso panorama che abbiamo ammirato noi e questo forse incide sulla bontà sia del Provolone del Monaco (autentico, approvato dal Consorzio) che dei latticini:

Benedetto è una persona che si ascolta con piacere: le sue storie sono ricche di piccoli aneddoti e grandi verità sulla natura, il mondo e la storia.

In uno spazio allestito per insegnare come nasce un caciocavallo e quindi seguire da vicino sia la cagliata che la mozzatura, veniamo immersi anche noi nella realtà quotidiana dei piccoli caseifici che un tempo popolavano tutte le colline (Penisola e Costiera si dividono i Monti Lattari) e di cui oggi ci sono solo poche unità, tra cui quella di Benedetto.

“Stable to Table”, così si impara a conoscere da vicino le fasi di filatura:

Ma non solo.

A me l’olio di Benedetto è piaciuto moltissimo: ne ho comprato vari tipi. Doppio cultivar, tra cui la celebre oliva Minucciola, per un fruttato intenso, aromatizzato, rigorosamente a freddo, al limone, all’arancia, al rosmarino, al basilico e anche al peperoncino.

Ma a questo punto ci era venuta fame. Un assaggio goloso di formaggi, latticini e pane intinto in questo buonissimo olio ci fa da goloso aperitivo da degustare nella Fattoria di Benedetto.

Poi, tutti a bordo dei Calessini rossi!

Ed è qui che il foodtour ci fa passare in una Schiazzano immobile nel tempo e passiamo tra vecchie mulattiere, immerse nella vegetazione, accanto alla Parrocchia, per giungere alla piazza.

Questo breve tragitto è percorso a bordo di un calessino, un mezzo unico, che ci riporta agli anni ’50 e contribuisce a creare un percorso di fascino immutabile:

E’ quesi ora di pranzo quando arriviamo al Ristorante da Francesco per un corso accelerato (ma accurato) di pizza: dagli impasti alle tecniche di cottura, dall’ammaccatura alla farcitura con ingredienti scelti e selezionati. Coordinati dal bravissimo Lucio, riusciamo tutti a diventare “pizzaioli d’eccezione”, facendo roteare il nostro impasto, creato rigorosamente con lievito mare e farina 0.

Dopo aver preparato la nostra pizza ci siamo seduti in questo bel ristorante, che esiste praticamente da 100 anni, prima solo come bottega, poi come bottega con cucina, infine come bel ristorante e pizzeria: una sala interna curata, un piacevole dehor per i mesi estivi, il servizio garbato e attento dell’intera famiglia che lo gestisce da 3 generazioni.

Per chiudere la nostra degustazione di pizza, ci offrono alcuni dolci, tutti fatti in casa, buonissimi

A questo punto siamo sazi e contenti, e la passeggiata nei limoneti ci sembra un toccasana: ci perdiamo dentro una vegetazione perfettamente domata, ascoltando il perchè dei terrazzamenti, accarezzando la buccia ruvida dei limoni, e infine degustando il limoncello, il tipico liquore della zona, ormai famoso in tutto il mondo, ottenuto dall’infusione in alcool delle bucce degli agrumi profumati della Penisola.

Il foodtour si conclude così, nel pomeriggio, da dove era iniziato: la stazione della Circumvesuviana dii Sorrento.

In questi giorni, molti mi hanno già chiesto come si fa a prenotare questa esperienza e se sia possibile partecipare. Finora, i foodtour sono stati riservati solo ai turisti stranieri. Ma da oggi si potranno effettuare anche per noi italiani, dalla prima domenica di marzo.

Se fossi in voi, farei un pensiero a regalarlo come regalo di San Valentino: regalare il paradiso è possibile!

 

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