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La Cena al Castello di Angri in occasione del Terra Madre Day è stata bellissima, come dimostrava

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già la galleria fotografica pubblicata qui, e voglio ora raccontarvi nel dettaglio i piatti e gli chef. Seguitemi nel foto-racconto!

Cominciamo dagli antipasti:

1) insalata di baccalà di Francesco Fusco, Locanda il Moera Avella (AV):

Giudizio: ottima! uno dei due piatti che mi fatto (ri)scoprire il baccalà: leggera, equilibrata, bella, gustosa.

2) polpettina di baccalà con salsa di papaccelle di Lorenzo Principe di Luna Galante Nocera Sup. (SA)

…ottima (come sopra)! uno dei due piatti che mi fatto (ri)scoprire il baccalà: frittura da manuale, salsa acidula quanto basta, presentazione da finger food, mio prossimo obiettivo. andarmi a fare una sonora scorpacciata al ristorante!

3) zeppolina di patate e broccoli

…eccellente! questo, forse più di altri piatti, si può rifare a casa: una sorta di crocchè pastellato con dentro i broccoletti, frittura leggermente unta, ma sapore divino.

4) insalata di rinforzo

…buona. il piatto più tradizionale e meno rivisitato, esteticamente molto curato.

5) il caciocavallo podolico

che dire? superlativo!

6) gorgonzola e mortadella di Prato dell’azienda Valsana

una splendida scoperta di prodotti di eccellenza!

Veniamo ora ai primi piatti:

7) spaghetti con acciughe di Pasquale Torrente del Convento di Cetara (SA)

una tradizione povera perfettamente rivisitata!

8) gnocchetti di patate e broccoli con colatura di caciocavallo e peperone crusco

il piatto più sorprendente della serata, con tutti i sapori ben distinti, profumi spiccati e sapore intenso.

9) tortellini in brodo di pollo di Francesco Russo Ristorante Il Golfo Hotel Raito Vietri Sul Mare (SA)

non me ne voglia lo chef, ma questo è il piatto più “piatto” della serata: poca innovazione, poco sapore.

e ora i contorni:

11) insalata di broccoli con aringa affumicata, salsa d’aglio e scorza di limone candita dello chef Pasquale Vitale di Casa del Nonno 13 di Mercato S. Severino (SA)

questo invece è stato il piatto in assoluto migliore, degno di un grande, grandissimo chef, che è stato anche molto disponibili, soffermandosi a servire personalmente e a spiegare ad ogni singolo ospite com’era stato relaizzato il piatto, il perchè della scelta dell’aringa, il rpocedimento per candire lo zeist di limone…superlativo.

12) tortino di ricotta di bufala e scarole con pangrattato di Philly D’Uva

anche qui un piatto semplice ma ottimamente rivisitato, insieme al precedente è l’unico di cui ho fatto il bis! (senza contare che Philly, come Vitale, era disponibile, affettuosa e gentile).

13) papaccella ripiena di Gionata Rossi di Ossi di Seppia, Firenze

anche questo piatto, come la zeppolina, può essere ripetuto a casa, ma era comunque molto buono.

Infine i dolci: dei semplici biscotti di marmellata, ben preparati da Guido Ruggiero e Gerardo Garofalo (“agriturismo la grotta“) dall’ aria casalinga e dal sapore autentico.

D’accompagnamento vini e birre artigianali di Manebà: queste ultime sono state una bella scoperta, in particolare una tipologia di birra aromatizzata al limone, che mi ha conquistato del tutto.

Ecco tutti gli chef:

Spero di aver reso l’idea della bella cena, che ha davvero valorizzato i prodotti del territorio e la tradizione gastronomica dell’agronocerino sarnese. Inoltre il Castello di Angri è stata una bellissima scoperta:un posto davvero suggestivo!

io? spero quanto prima di fare un tour di tutti i ristoranti citati!

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