Food » L’Haccademia della Pizza

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La qualità delle pizzerie è in netta ascesa da ogni punto di vista: scelta degli ingredienti, servizio, qualità dell’impasto, attenzione alla cottura, integrazione con il territorio. Non a caso le pizzerie stanno comparendo sempre più in guide e classifiche e acquisiscono premi e spicchi.

Si acquisisce in qualità, ma si rischia di perdere quella familiarità, quella convivialità, quel modo di sentirsi in famiglia, diverso dal ristorante, forse più comune all’hosteria.

Ed è per questo che a me l’Haccademia di Aniello Falanga è piaciuta assai: una pizza eccellente, un’ accoglienza elegante ma familiare, una scelta di prodotti al top, un’atmosfera tranquilla, ma massima disponibilità alle esigenze di tutti.

Questo, come ho già detto in passato, fa di me una pizzeria al top. Questo, e la pizza, ovviamente. E questa è veramente buona, sia nel forno a legna, che a ruoto, che ho avuto la possibilità di assaggiare (è in carta il giovedì e il venerdì).

Le “classiche” sono perfette: è da lì che si “giudica ” un pizzaiolo:

soprattutto se annaffiato da un’ottima birra, come questa dei Maestri del Sannio

.

Tra le “classiche” c’è anche la Montanara, qui fritta magistralmente  e passata un attimo in forno, come da vecchia tradizione, per essere ancora più asciutta

E poi c’è la pizza che più mi ha colpito: una montanara con sugo alla puttanesca che è assolutamente un capolavoro!

Devo dire che queste pizze, anche quelle fritte, sono di una tale leggerezza che avrei potuto mangiarne due, tre, quattro…

Quello che colpisce di Aniello è che un “ideatore”: considera la pizza come un “piatto”, alla stregua di altri grandi maestri pizzaioli, su cui costruire un’armonia di sapori, recuperando le radici delle nostre tradizioni –come nel caso del tradizionale sugo alla puttanesca e in alcuni casi, innovando.

Per esempio, con questa pizza “autunnale” bella da vedere e buona da mangiare: una pizza con zucca, pancetta e salvia, in cui ogni ingrediente esalta l’altro: fare pizze con la zucca è prassi già sdoganata presso alcuen altre pizzerie, ma in nessuna ho trovato l’equilibrio che questa dell’Haccademia raggiunge.

Infine la deliziosa scoperta della “pizza nel ruoto”: un impasto di farine di grani antichi, che fa una diversa lievitazione e che viene cotta in un ruoto di alluminio, abitudine tipica delle zone contadine vesuviane. Questa è stata preparata con scarola tradizionale (olive pinoli, uva passa e alici) e pomodoro del piennolo, un abbinamento che mi ha stupito (non avevo mai associato la scarola al pomodoro del piennolo) e che mi è sembrato, ancora una volta, equilibrato e vincente.

Non è che oggi io non abbia aggettivi: è proprio che all’Haccademia associo il concetto di “equilibrio”: nei sapori, nel servizio, nell’impasto, nell’intera gestione dell’esperienza gastronomica.

abbiamo chiuso la bella serata con un barattolino dolce

certi di aver scoperto una piccola perla vesuviana, e con l’idea di tornarci presto, magari per assaggiare le #pizzedelnatale2016.

 

 

 

 

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