Food » I dolci del Natale del Mulino Caputo 2019

ATTENZIONE! Post per tutti coloro che mi fanno (via chat, mail, fb o tel) la stessa domanda: “dove compro i migliori/più innovativi/più tradizionali/più allegri DOLCI DEL NATALE?“.

Ecco, per voi sono stata invitata qualche settimana fa, Caruso Roof Garden del Grand Hotel Vesuvio per “I Dolci delle Feste dei Grandi Interpreti by Mulino Caputo”

Ecco i partecipanti, che hanno sviluppato un tema comune: il Raffiolo (o cassatina napoletana).

Ogni anno nel corso dell’evento, giunto all’ottava edizione e ospitato, a rotazione, nei più prestigiosi e raffinati hotel napoletani, i partecipanti presentano alla stampa i nuovi lievitati natalizi e, contemporaneamente,  propongono il risultato dello studio che hanno condotto nelle settimane precedenti su un dolce della tradizione partenopea da rivisitare. Quest’anno l’attenzione si è concentrata su una specialità realizzata per la prima volta nel 1700 dalle suore Benedettine del monastero di San Gregorio Armeno e dedicata a una pasta fresca a cui il nome del dolce si affianca per assonanza: il raviolo.

Ecco quali sono state le proposte dei maestri pasticceri:

Alessandro Cione, pastry chef del ristorante Caruso del Grand Hotel Vesuvio, una sintesi  tra due protagonisti delle tavole dolci partenopee sono stati i suoi raffioli al roccocò.

Salvatore  Capparelli, della Patisserie Capparelli, ha proposto un raffiolo con cuore al mandarino e rivestito di glassatura al cioccolato bianco. I suoi dolci tradizionali hanno un formato “minimignon” molto particolare, che li rende consigliabili a quanti vogliono fare un piccolo e goloso assaggio dopo il “cenone”

Raffioli classici accanto agli innovativi per Sal De Riso, del Bistrot Sal De Riso Costa D’Amalfi.

Carmine Di Donna, pastry chef del ristorante  stellato “Torre del Saracino” di Gennaro Esposito, i raffioli li ha immaginati mignon; il suo lievitato è un panettone classico, con arancia candita e uva passa, realizzato con la Farina Oro di Mulino Caputo.

Il raffiolo di Salvatore Gabbiano, della pasticceria “Dulcis in Pompei”, ha fuso Nord e Sud: base realizzata con una pasta del panettone rielaborata, glassa e stratificazioni ispirate alla versione classica del dolce, con marzapane e ricotta di pecora. Il suo era il dolce più innovativo nell’aspetto e più equilibrato nel gusto.

Marco Infante, del brand napoletano Casa Infante, strizza l’occhio all’ironia con il suo “Raffiuolo con il mariuolo in corpo”. Perché questo nome? Perché si presenta con la montata della testa di moro, ripieno di ricotta e cioccolato,  rivestito di cioccolato bianco e rifinito con scagliette di cioccolato fondente.

Per Marco Napolitano, della “Pasticceria Napolitano” di Napoli, il raffiolo moderno prevede l’aggiunta dell’arancio. Il suo si chiama “Raffiold’Arancio” ed è un pan di spagna arricchito con grano e con l’agrume sia nel ripieno sia, a jiulenne, sulla glassatura. Molto buono anche il panettone.

I fratelli Andrea e  Nicola Pansa, della pasticceria “Pansa di Amalfi”, hanno presentato la versione tradizionale accanto a quella scomposta, ribattezzata “Spaccanapoli”, e che prevede una mousse di ricotta e arancia,  un cremoso al cioccolato fondente e un croccante alle mandorle. Loro sono una tappa fissa nelle mie festività: a Natale per le scorzette, a Pasqua per le pecorelle di marzapane.

Anche Alfonso Pepe, della pasticceria  Pepe Mastro Dolciario di Sant’Egidio di Monte Albino, ha  optato per una versione alleggerita del raffiolo tradizionale, con ricotta di pecora, gocce di cioccolato e confettura di albicocca. Personalmente, i suoi dolci sono sempre i migliori.

Luca Ranieri, della Pasticceria Ranieri, con due sedi a Napoli, ha rinunciato alla glassatura  e ha proposto l’assaggio di un raffiolo “nudo”, con un top di mousse di latte,  ricotta di pecora e  cioccolato fondente. Lo scorso anno la sua cassata “light”, di forma quadrata, inaugurò le innovazioni a tema “dolci tradizionali”.

Ciro Poppella, della Pasticceria Poppella, ha proposto O’Spagnuolo, dedicato al Palazzo dello Spagnuolo, simbolo del quartiere da cui provengono, la Sanità. Il dolce è realizzato con ricotta di pecora alleggerita e arancia candita. Uno dei dolci che ho amato di più in questa edizione.

Un raffiolo tradizionale in formato oversize è stata la novità suggerita dal decano della pasticceria napoletana, Sabatino Sirica, dell’omonima pasticceria di San Giorgio a Cremano. Il maestro è un’istituzione, un piacere che scade nel supplizio: ho la fortuna di avere la scuola di mio figlio accanto al suo laboratorio che alle 8,00 del mattino emette già profumi di buono. Sbirciando dentro si vedono i panetti di burro, le uova vere, i bastoncini di cannella: nessuna sofisticazione, nessun cedimento alla chimica e alle cose artificiali. Sabarino è una garanzia di “genuinità”, di persona e nei suoi dolci.

Alessandro Slama, giovane maestro panificatore ischitano, ha fatto assaggiare i suoi  raffioli in 4 gusti e il suo panettone tradizionale. Umido e profumato il suo panettone, vincitore anche di alcuni premi.

Antimo Caputo, Ad del Mulino, si è dichiarato molto soddisfatto mentre lo chef Gennaro Esposito ha molto apprezzato l’approfondimento sul raffiolo, dolce complesso ed elegante.

Un dolce tipico delle feste, re della tavola di Natale, Capodanno e della Befana, ma in realtà buono sempre, perchè ricco di profumi di agrumi e di essenze di fiori. Per me, che amo i dolci di ricotta, è stata una vera festa!

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>