Food » Il menù invernale di Ciro Salvo (cambiano le stagioni, ma non le bontà!)

Ciro Salvo ha fatto di 50 kalò una pizzeria bella e curata, dalle mille attenzioni. Di solito, a certi livelli, è difficile migliorarsi.

Ma lui c’è riuscito e il menù invernale si arricchisce di nuove pizze in base alla stagionalità, di nuovi dessert e di una nuova carta dei vini e  degli olii. Quest’ultima vede un olio abbinato a ciascuna pizza e, soprattutto, a crudo, per esaltarne davvero la fragranza e per rispettare l’essenza. Sono olii pluripremiati tra i migliori in circolazione come La Torretta, Madonna dell’Olivo, Algoritmo 2017 DOP Cilento.

In quest’occasione Ciro ha deciso di presentarci la novità “foodporn” del menu invernale: la pizza e patate, ovvero una pizza col sapore delle patate cotte come per la tipica pasta e patate napoletana (e cioè azzeccose, con la crosta di parmigiano e il pepe).

Buona, ma non del mio genere. Sono certa che farà impazzire schiere di appassionati.

Io che invece stravedo per il pomodoro mi sono innamorata di alcune pizze, fatte con i pomodori Casa Marrazzo: tra Ciro Salvo e Gerardo Marrazzo è nata un’amicizia che rende le pizze speciali. La gialla e pepe è stata per me una rivelazione.

50jalògialla

La margherita uno sballo

E poi, le altre pizze: la ciauscolo, la Re Norcino, funghi orecchioni e salamino al tartufo, ma soprattutto La Romana a modo mio: un cuore di burrata, pomodorini del piennolo di Casa Marrazzo e le pregiate acciughe del Mar Cantabrico, rinomate per il loro sapore intenso, dolce e raffinato, impreziosita da olio extravergine Algoritmo 2017 Marsicani DOP Cilento aggiunto a fine cottura.

Anche la carta dei vini è stata ampliata e dà spazio a nuove etichette, tra grandi firme del vino e piccoli produttori di eccellenza. Una selezione curata personalmente da Ciro Salvo che ha degustato e studiato gli abbinamenti. Le referenze sono degne di un ristorante: 67 vini di ben 49 cantine divise come le migliori carte tra: vini al calice, bianchi, rossi, rosati, dolci, spumanti e champagne.

Altre novità sono la pizza la Pizza Ciauscolo composta da una crema di zucca, fior di latte di Agerola, Ciauscolo IGP Re Norcino, provolone del Monaco Dop grattugiato.

La Diavola di Castelpoto con la salsiccia rossa di Castelpoto presidio Slow Food Fattoria Muccio (nell’impasto contiene oltre alla carne di maiale il peperone dolce o piccante coltivato a Castelpoto) e la bianca Funghi Orecchioni e salamino artigianale di Gioi Cilento al Tartufo.

Davvero pizze splendide, con un gran gioco di acidità sui pomodori e sui latticini, che sono dosati perfettamente.

Infine, voglio dire che per me la “rivelazione”, la “pizza del viaggio” è stata la Capricciosa. Come? Una capricciosa?

Sì, io fissata con il binomio tradizione/innovazione h0 trovato geniale l’idea di riprendere una pizza storica come la capricciosa, che Ciro non aveva in carta da anni, ritenendola spesso un inutile eccesso, un accumolo di ingredienti. E invece ha avuto il coraggio di riproporla con il meglio della Campania: pomodoro pelato biologico di Casa Marrazzo, fior di latte di Agerola, salame irpino, carciofi del Cilento arrostiti, olive nere caiazzane, caciocavallo di latte nobile dell’Appennino Campano grattugiato aggiunto a fine cottura, olio extravergine DOP Colline Salernitane Torretta aggiunto a fine cottura.

Una goduria vera: un ricordo di infanzia, in una delle classiche pizze anni ’80 con la leggerezza e il gusto di oggi.

Infine chiudura dolce e nuova: da qualche tempo da 50 kalò sono in carta i dolci e i gelati di Gay Odin; in inverno si può osare: e Ciro propone delle montanare fritte con sopra ottime creme al cioccolato di Gay Odin.

Vi ho dato ottimi motivi per concervi una pizza invernale da ciro Salvo a 50 kalò?

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