Food » Imperium: cucina stellare a Torre del Greco

imperium bistro

In quel tratto tra il Vesuvio e la Costa che va da Portici a Salerno ci sono le mie radici e le mie abitudini.

Ma lo dico subito: finora non c’erano le mie uscite al ristorante, tutte dedicate, ad eccezione di qualche amico a Vietri, alla penisola sorrentina o alla costiera amalfitana.

Eppure, la tendenza si sta invertendo: ristoranti come Masseria Guida e line alle falde del Vesuvio, pizzerie di eccellenza come Magma di Sakura (di cui ancora non ho provato la cucina) e ristoranti gourmet di pesce come San Pietro Bistrot, hanno cambiato la mia prospettiva.

Così, ecco aggiungere un altro indirizzo a Torre del Greco: Imperium Bistro forse tra questi quello con la proposta più varia e articolata, visto che ci sono anche cocktail e taglieri, accanto a una cucina che vede la regia dello chef noto e pluripremiato Vincenzo Langella.

Per questo prima di descrivere piatti e abbinamenti mostro prima un pò di foto, che presentano molto bene il posto, che è rinato dopo un intervento dell’architetto Valentina D’Urzo e della decoratrice d’interni Rossella Guarino:

Ma veniamo alla cucina che fa da contraltare ad una buona offerta bar, che va dagli amari ai cocktail, particolari e studiati anche per abbinarsi ai piatti, esattamente come è successo nel nostro pranzo:

Comunque noi abbiamo assaggiato un intero menu. Mi ha convinto ogni cosa, dall’antipasto al dolce, tutto giocato sul ricordo delle cucine tradizionali e sulla volontà di alleggerirle e reinterpretarle.

Il piatto top per me è stato il carciofo con lardo, crema di patate e una sorpresa di vongole all’interno. Strepitoso:

Molto buono anche l’antipasto tartare di manzo con bon bon di bufala a cui è stato accostato un “Passion Apple” (fatto con liquore di mele, sciroppo passion fruit, succo di mandarino , succo limone e succo di mela verde)

Lo “Spaghettone cacio e pepe su guazzetto di frutti di mare e pesto di nocciole” -piatto super, ma tra i vari quello che ho amato un pò meno), con l’idea di un incontro tra due piatti tipici di due regioni italiane (il Lazio e la Campania): la pasta cacio e pepe e gli spaghetti con i frutti di mare; il tutto accompagnato da un cicchetto di “French 75”, un cocktail a base di gin, succo di limone, sciroppo di zucchero e vino bianco.

Abbiamo poi degustato un boccone di stracotto di maiale alla soia e miele con bieta e rucola selvatica si può alternare un sorso di “Dolceamaro” (ottenuto con lime, rucola prestata, sciroppo di agave, zenzero pestato, vodka e ginger ale).

Questo piatto era talmente buono che volevo alzarmi e chiedere il bis. Se non l’ho fatto credetemi, è stato per decenza.

I cocktail sono frutto della creatività di tre giovani bar tender che si alternano dalla mattina fino a tarda notte al bancone di Imperium per garantire agli ospiti esperienze di food pairing in qualsiasi momento della giornata: Ivan Cerbone, Rosario Marciano  Sandro Azam.

Infine, abbiamo provato il dolce e soprattutto il cocktail abbinato. Quando mi hanno parlato di un moijto al caffè ho pensato che fosse un’idea insensata.

Per fortuna la curiosità ha vinto e così ho provato questo mojito classico con aggiunta di caffè borghetti. Buonissimo.

Abbinato al tiramisù che ha chiuso questo bel pranzo.

Questo è un posto che non dovete perdere: con una cucina stellare e scelte coraggiose negli abbinamenti.

Certo, un posto da provare anche solo per un cocktail o un caffè. Ma, fidatevi, se vorrete restare a cena mi ringrazierete.

 

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