Food » L’amica geniale, la serie e la pizza Elena Ferrante

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La prima puntata de L’Amica Geniale io l’ho vista in pizzeria, da Vincenzo Esposito della Pizzeria Carmnella, che era stato coinvolto anni fa nella costruzione di un menu ispirato ai libri: fu un divertissement per cui io descrivevo i personaggi del mio cuore e Monica Piscitelli li abbinava a degli ingredienti. Una pizza, la Elena Ferrante, è ancora in carta, insieme all’idea di fare eccellenza in un quartiere povero, a ridosso del centro.

E’ stato il nostro un piccolo esperimento di innovazione sociale che partiva proprio da quella che è stata la mia personale lettura del romanzo: crescere, evolversi, migliorare, senza mai dimenticare le radici, le contraddizioni, i fantasmi.

Quanto alla serie, che dire?

Non mi farò contagiare dalla me lettrice e dirò che è fatta proprio bene. Ma soprattutto, il secondo episodio è incentrato sul valore salvifico del libro, dall’oggetto fisico al sogno metafisico: Piccole Donne come Maestro, Treno, Fuga, Costruzione. La voglia di diventare scrittore, “aprire il pozzo” delle parole e “fare i soldi”, ovvero uscire dalla povertà attraverso il talento, l’impegno, la determinazione a farcela e la voglia di farcela insieme.

Il libro come la zattera per non annegare, le parole come l’unica arma per (con)vincere, ottenere i soldi per la libertà, viaggiare anche senza muoversi, evadere.

Nelle scene del libro lette strette strette, la serie aggiunge tanto ai romanzi.

Questa voglia di avere una visione salvifica della letteratura, che richiama tanto repertorio classico, viene reso meglio dalla serie che nei romanzi, probabilmente, pur essendo uno dei temi portanti dell’intera saga dove forse ci si perde di più nella trama o nei particolari.

Non deve credo sembrare strano che io nello stesso post parli di pizza, tv e anche di web e innovazione: dopo tutto, questo blog nasce proprio con l’intento di mescolare le carte, l’alto e il basso, il pensiero e i morsi. La rivoluzione della Ferrante sta qua: fondere e confondere le classi sociali, gli stili, le aspettative.

E se andando avanti emergeranno altre differenze tra la serie e il libro, altre aggiunte, altre possibilità ne sarò felice: L’amica geniale è un’opera aperta e la sua contemporaneità deriva anche dalla complessità degli strati e dal sapore unico dell’insieme.

Cominciate a capire perchè la pizza?

 

 

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