Food » Mediterranean Cooking Congress: mare, profumi, sapori.

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Questa settimana è stata entusiasmante dal punto di vista #food e appagante come blogger. Di solito, chi come me ama il cibo e vive a Napoli, è penalizzato: intendiamoci, si mangia divinamente tutti i giorni, sia a casa che al ristorante grazie a prodotti unici, si hanno pizze da re, ma si è tagliati fuori dagli eventi “food”, che si svolgono quasi sempre al “Norde” (milano, torino, parma). A volte questi eventi sono pura fuffa modaiola senza sostanza e quindi ci si dispiace poco, a volte sono invece interessanti, e allora ci si sente un pò “periferici”.

Invece, grazie a Luisa del Sorbo, organizzatrice del Mediterranean Cooking Congress, per una volta eravamo a Napoli ed eravamo il centro di un discorso di valore: il cibo come unione e scambio dei paesi del Mediterraneo. Un congresso di cucina in cui si è parlato dell’apporto che la cucina porta alle culture del Mediterraneo, dalla nostra italiana, a quella degli altri paesi: dalla Spagna alla Turchia, dalla Croazia alla Grecia. E quindi, dopo le mattinate di convegno, simbolicamente tenutosi a bordo delle navi Florio e Rubattino (del gruppo Tirrenia), alle cene con piatti realizzati da chef italiani e chef europei.

Per me, che non sono una foodblogger “classica”(nel senso che cucino mediamente, fotografo mediocremente, comunico continuamente e mangio incessantemente), è stato davvero interessante unie il piano teorico, l’esperienza degli chef e quello gustativo. Nelle mattinate si sono avuti gli interventi di alcuni chef stellati: il mio preferito è stato quello di Nino Di Costanzo (tra l’altro, l’aria da “bel tenebroso” lo rende assai affascinante) che ha spiegato come la cucina sia prevalentementeracconto del territorio” e sia quindi lontana da certe logiche televisive di estremizzazione  e sponsorizzazione, mentre- rivolgendosi agli studenti presenti- gli ricordava l’importanza di scegliere i giusti prodotti, conoscere gli artigiani migliori e mettere a sistema tutto questo.

Altrettanto bello -mi hanno detto- è stato l’intervento della seconda mattinata di uno studioso che ben conosco, l’antropologo Marino Niola, che ha parlato della cultura legata al cibo. Anche in platea gli  ospiti erano molti ed interessanti: da Pasquale Vitale di Pascalò Vietri, da Peppe D’Addio della scuola Dolce & Salato,  ai patron del caffè Passalacqua, che, insieme al gruppo GMA e al Pastificio Leonessa, era tra le aziende promotrici del congresso, frequentato anche dagli studenti e dai docenti dell’IPSOA Buonvicino di Napoli.

La parte culturale si è poi conclusa a tavola, con 2 bellissime cene: una alla Caffettiera di Piazza De Martiri, e l’altra all’Hotel Miglio D’Oro di Ercolano. In quest’ultima gli chef sono stati di varia provenienza: oltre allo chef di casa con un predessert, per l’Italia c’era lo chef veneto Zennaro, mentre il dolce è stato un insuperabile baklavà. Impareggiabile l’atomosfera, ma anche l’equilibrio che accomunava piatti così diversi -dalla capasanta al burro salato con porcini e tartufo dello chef Gramaglia ai piatti “esteri” come la calamarata al nero di seppia, il gambero su salsa all’aglio bianco, il merluzzo panato- tutti nel comune sentore del Mediterraneo: un gioco di acidità e sapidità che lascia in bocca la freschezza. Da bere, per me una novità: degli ottimi sidri a mela e pera che mi hanno letteralmente conquistato.

Il Congresso diventerà un importante appuntamento itinerante, l’anno prossimo nella bellissima Opatjia, Croazia, e sarebbe bello condividere l’esperienza di viaggio con le amiche blogger- Teresa, Maria e Maria (blogger di “nicchia”), Daniela, Anna, Valentina- compagne di questa bella avventura appena conclusa. Chissà…

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  1. maria romano scrive:

    Dalla nicchia :) non posso che condividere le tue considerazioni sull’interessante Congresso appena concluso.

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