Chalet Ciro: chiacchiere, sanguinaccio e… #accompagnamoli

Le chiacchiere sono il mio dolce preferito, e invece non amo il sanguinaccio, come quasi ogni crema e soprattutto al cioccolato. Tuttavia, le chiacchiere dello Chalet Ciro mi sono piaciute troppo e anche il loro sanguinaccio, in cui ho intinto morbidi e leggerissimi savoiardi, oltre che le croccanti chiacchiere spolverate di zucchero a velo.

Antonio De Martino, da oltre quarant’anni a capo dello Chalet Ciro ha compreso che Carnevale è allegria per tutti, anche per i piccoli ospiti di  Oikos comunità familiare per lanciare un appello a favore di una raccolta fondi, identificata con l’hashtag #accompagniamoli e supportata dalla piattaforma di crowdfunding sociale Meridonare, per l’acquisto di un minivan per il trasporto a scuola.

La casa famiglia Oikos, situata nel cuore della periferia ovest di Napoli, dal 1998 ospita bambini di età compresa tra i 4 e i 13 anni che provengono da contesti e situazioni difficili per offrire loro un tetto, il riparo e le cure necessarie per ritrovare il sorriso. In poche parole: una famiglia.

È possibile sostenere la campagna collegandosi al sito www.meridonare.it/progetto/accompagniamoli.

Io l’ho fatto attraverso una piccolissima donazione, davvero alla portata di chiunque

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All’evento stampa, curato da GCpress Comunicazione in collaborazione con i responsabili della comunicazione della campagna di #accompagniamoli, sono stati presenti Antonio De MartinoMichela Peluso e Giuseppe Cerbone di Meridonare e queste sono alcune delle belle foto della serata:

 

 

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Solopizza: 40 anni di pizze a Napoli

Il locale è bello, arioso, la pizza rispecchia gli anni ’90 e l’epoca dell’inizio del boom delle pizzerie a Napoli (gli anni in cui Bill Clinton mangiava le pizze a portafoglio, per intenderci), con farciture dagli ottimi ingredienti e fritti asciutti e saporiti.

La festa per la celebrazione die 40 anni di un posto che ha cambiato la storia delle pizzerie, attraverso un locale che strizzava l’occhio alle catene di ristorazione più moderne, scardinando quindi il concetto delle tradizionali pizzerie di quartiere coi tavoli comuni di marmo o quelle storiche delle pizze a portafoglio, mantenendo comunque lo stile a ruota di carro. Negli anni, Solopizza ha contribuito ad avvicinare giovani e famiglie alla pizza, non solo a Napoli, non solo in centro.

Per questo motivo la festa, dedicate alle pizze, ma anche al menu trattorie è stata partecipata e bella: celebrare Solopizza, la prima catena di pizzerie in Italia, è stato per me indicativo di un percorso di crescita del modello delle pizzerie. Un brand che ha fatto storia e che oggi continua con successo la sua attività fra tradizione e modernità.

Per me, il primo posto dove andavo con la mamma

Dalle pizze classiche alla celebrativa Solopizza 40 con mozzarella di bufala, pomodorini del piennolo gialli e rossi, olio evo, basilico e provolone del Monaco. Fino al tocco di eccentricità della pizza “Social” ai 12 gusti. I ragazzi ne vanno matti: dodici fette, con sopra verdure, formaggi, latticini, l’impossibile insomma e uovo al centro, stile college americano. A portare gli auguri del Sindaco e a festeggiare Solopizza anche l’Assessore alle politiche giovanili del Comune di Napoli Alessandra Clemente, che ha cenato con uno dei noti imprenditori fondatori del marchio Ermanno Farnioli.

Ecco alcune immagini della serata, in cui abbiamo assaggiato:

i fritti (buonissimi!!!!)

LA MARGHERITA

LA PIZZA DEI QUARANT’ANNI con provolone del Monaco

IL TRONCHETTO

IL CALZONE FRITTO CON LA SCAROLA

ANGIOLETTI E NUTELLA

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Ciro Savarese: la quattro formaggi campana

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Ero stata da Ciro Savarese lo scorso anno, in una serata dove c’erano stati giochi d’impasti e formaggi al cucchiaio Carozzi (ne ho parlato qui e qui) e sono tornata quest’anno trovando una crescita enorme ed un piccolo cambiamento che lo attesta: il cambio di nome. Da Anema e Pizza a Ciro Savarese, appunto.

Anche questa volta, Laura Gambacorta, giornalista che sempre più si impegna col cuore oltre che con la professionalità, a seguire i pizzaioli e i ristoratori in gamba, come Ciro Savarese, e ad accompagnarli in una crescita personale oltre che lavorativa.

Gli impasti restano magici e l’amore per i formaggi porta a comporre una pizza nuova, buonissima, con 4 formaggi campani, a rappresentare la nostra bella regione.

Ma andiamo con ordine. Un locale ancora più bello, che si ispira a quella moderna concezione della pizzeria come luogo equivalente per servizio ed accoglienza al ristorante.

E infatti parti dalle entréé di montanarine tradizionali e a mortadella, che ormai regnano sulle migliori tavole dei ristoranti, anche stellati. E queste erano degne proprio di un ristorante stellato! (Ciro non si è ancora lanciato nella ristorazione perchè è un perfezionista ma…chissà che non torniamo tra un anno con nuove sorprese!)

Ecco quindi le

Montanarina con ricotta, mortadella e granella di pistacchio

Montanarina con ragù napoletano, provola di Agerola e parmigiano reggiano

Abbiamo proseguito con la Regina Margherita, dove oltre all’attenzione per i latticini si univa la passione per il pomodoro ((pomodoro San Marzano Dop schiacciato a mano): se ogni pizzaiolo sta inserendo una sua “FIRMA” (come una signature dish) per la sua linea di pizza, quella di Ciro è nell’attenzione ai formaggi.

_E qui apro una parentesi: c’è chi ha ridato lustro ai calzoni, chi al pomodoro, chi al ragù, chi alla pizza fritta, chi ha fatto della marinara la sua bandiera, chi ha inserito genovese e soffritto (e ognuno in questo gioco può capire di chi pizzaiolo io parli!!!). In questo virtuoso elenco, Ciro si inserisce come quello che meglio dosa e sceglie il latticino sulla pizza: ecco quindi che la “Quattro formaggi campana” nasce per rappresentare tutti i tipi di formaggio e di allevamento:

  • For di latte di Agerola,
  • blu di bufala,
  • cacioricotta del Cilento e conciato romano
  • e un mirabile olio extravergine di oliva

Un pò sull’idea di valorizzare i salumi meridionali anche la scelta della pizza “Maialetto infuocato” che unisce la  salsiccia piccante di Castelpoto alla ‘nduja calabrese, ai fili di peperoncino su base di olio extravergine di oliva e fiordilatte.

Abbiamo anche assaggiato una pizza con la salsiccia dolce di Castelpoto e una crema di zucca infornata, la Aurora.

ed infine un fuori menu particolarmente gustoso: una pizza con un ottimo soffritto. Solitamente non amo le pizze con il soffritto (unica altra eccezione la pizza fritta con soffritto dei Pellone!) ma questa pure aveva un soffritto curato, fatto solo con pezzi magri del maiale, ma saporitissimo.

Anche la chiusura è affidata alla mano di Ciro, con una capresina

Un’ultima menzione ai liquori dopopasto e soprattutto alle birre San Biagio, che ho conosciuto l’anno scorso da Ciro e ritrovato e richiesto piacevolmente in alcune pizzerie d’eccellenza: la San Biagio è una birra umbra particolarmente gradevole, fresca, profumata.

Ciro Savarese, da Arzano, ci insegna che l’eccellenza muove davvero le pizze e le pizzerie di ultima generazione e ci fa capire che la pizza napoletana, anche nell’impasto più classico continua ad innovare ed innovarsi.

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I PRIMI 40 ANNI DI SOLOPIZZA

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Quando si tratta di me e dei miei amici, cerchiamo di dire che i 40 anni sono i 20 bis. Un pò è vero: ci spinge una nuova voglia di divertirci e vogliamo cercare di non pensarci perchè 40 anni ci sembrano davvero tanti. E infatti lo sono, con il bagaglio di esperienze che si sono accumulati: per questo i 40 anni di un’attività famosa come SoloPizza vanno festeggiati alla grande, come faremo noi martedì 19 febbraio alle 20,30 nella storica sede di via Medina. 40 anni sono già una garanzia per una pizzeria in un territorio competitivo come Napoli ma Solopizza è un brand che mi ricordo da quando mia mamma lavorava proprio in via Medina e mi ci portava. Per questo, seguitemi. Sarà un piacere raccontarvi di questa bella festa! solopizza40

1979-2019: Solopizza, storico brand e ambasciatore della pizza napoletana, festeggia i suoi primi 40 anni con un nuovo look sempre condito di tradizione. Nuovo locale, nuove pizze firmate dal maestro pizzaiolo Ciro Buonomo, nuovo menù trattoria. Un pezzo di storia di Napoli fatto di ingredienti genuini, passione, tradizione e accoglienza. E la pizzeria di via Medina 55 per celebrare il traguardo dei 40 anni di successi si è fatta più bella: restyling del logo, nuovi colori blu e giallo e soprattutto nuove pizze accanto a quella “a ruota di carro” e a quelle della tradizione, dove spicca la “Solopizza 40” con mozzarella di bufala, pomodorini gialli e rossi, provolone del Monaco, basilico fresco e un servizio di trattoria e friggitoria. Alla fine degli anni ’70 c’erano undici locali Solopizza sparsi in tutta Italia: quattro a Napoli (in corso Vittorio Emanuele, via Manzoni, via Luca Giodano e via Medina), tre a Milano, uno a Ischia, uno a Cagliari, uno a Roma e uno a Sorrento. Il primo maestro pizzaiolo del marchio Solopizza è stato Mario Abate, a cui sono seguiti: Francesco Uccello (‘0 re), Massimo Esposito (Puffetto), Andrea Castiglione, Alfredo Capoccelli, Claudio Santella, Carmine Magistri (Cammello), Salvatore De Angelis (Zombino) e Gaetano Genovesi. Nomi che hanno fatto la storia della pizza napoletana e che hanno contribuito a creare l’arte del pizzaiolo diventata patrimonio Unesco. Oggi, l’erede di questi grandi pizzaioli, che lavora nella sede storica di via Medina, è Ciro Buonomo. “Scelgo con cura gli ingredienti uno a uno – spiega Buonomo, 52 anni, che ha iniziato a 13 anni accanto al padre a impastare e infornare – e gioco tutto sul bilanciamento di sapori semplici: mozzarella di bufala, pomodoro fresco, olio e basilico. Una delle mie pizze preferite è infatti la Marinara, con la passata di pomodoro fatta in casa e l’origano fresco. Più è semplice una pizza e più ci vuole maestria per renderla unica. La nostra pizza è quella tradizionale a ‘ruota di carro’, come la chiamava mio padre, una pizza sottile e friabile, con una lievitazione di 48 ore”. Tradizione e innovazione. Sfogliando il menù ecco che fanno capolino anche pizze complesse e corpose, come la 12 gusti, che il cliente può scegliere uno a uno o “La profumata”, una margherita con rucola cotta, specialità della casa o ancora la “Merenna napoletana” ripiena di provolone del Monaco, mozzarella e speck. Tra le pizze più gettonate la “Don Alfonso” con pomodoro, provola, chiodini e salsiccia, dedicata ad Alfonso Brancaccio, anima del locale da 40 anni. “Una delle pizze intramontabili è anche la pizza a farfalla – spiega il direttore di sala Rocco Petrone – una pizza ripiena, che nei quattro angoli nasconde un cuore dolce amaro di friarielli e uno piccante di salsiccia e ricotta, al centro pomodorini e mozzarella, con una fetta di prosciutto per dare sapore ad ogni morso”. Ad affiancare Buonomo nella nuova Solopizza, ai fornelli c’è il cuoco Francesco Sarnelli, 50 anni, che propone una cucina napoletana come quella fatta in casa: gnocchi alla sorrentina, paccheri con il ragù, rigatoni alla siciliana. Imperdibile il “cuoppo” di frittura all’italiana bollente, croccante e profumatissimo. La storia si rinnova nella pizzeria di Via Medina: Solopizza è un nome e un punto di riferimento per tutti i napoletani, per i turisti che arrivano al porto, per i giovani della movida, per chi lavora nella City e in particolare per quella generazione che è stata adolescente negli anni ’80-’90, che usciva per la prima volta a mangiare la pizza da sola con i compagni di classe.

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