Archivio storico e il menu estivo

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L’Archivio storico è un posto che a Napoli ha fatto tendenza: ha creato uno stile, ha lanciato una tendenza e ora altri locali stanno nascendo sulla sua onda. Ovvero, coniugando l’alta cucina, di matrice storica, con cocktail e mixology di livello.

Sono stata all’Archivio Storico, che vanta la collaborazione con lo chef stellato Pasquale Palamaro, già per l’inverno e ci sono tornata per il menu estivo, che contiene svariate chicche.

Eccone alcune tratte dal menu dell’evento estivo, pensato come una presentazione delle Regge più belle dei Borbone (Reggia di Quisisana, Reggia di Caserta, Reggia di Portici,Palazzo reale di Ischia):

  • IL FALCONIERE – Spigola fritta, ravanello marinato, fiori e zucchine

  • UN CALAMARO PER UNA GENOVESE – Spaghetto mantecato con genovese di calamaro

  • Crepinette di vitello, zafferano, provola e pinoli

  • ALI BABBA’- Babà al rum e crema al cardamomo

E poi, l’ottimo, NEGRONI ALL’ARIA MEDITERRANEA: una rivisitazione di un evergreen della miscelazione all’italiana. Lo stile della ricetta resta intatto: uno spirito botanico, un vermouth, un liquore d’aperitivo e un bitter. La particolarità è che è bianco, diversamente dal canonico rosso. Nel corso della cena sarà servito colmato da “aria di mare”…

Archivio Storico: il posto che ti fa sentire un principe!

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ANSENUM: Antichi Semi Nuovi Mercati

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Chi mi segue su questo blog o nella vita fuori dal web, sa cosa penso del food: non mi piacciono le foodblogger che credono di essere fashion blogger, non mi piacciono gli outfit che rubano lo spazio a ciò che ti fanno assaggiare, non mi piacciono le tette di fuori e nemmeno i cibi tolti dal tavolo e portati in giro per trovare l’inquadratura migliore.

Non li critico e riconosco che ci voglia una certa abilità, ma in ogni caso non li trovo la giusta modalità per raccontare un cibo, un prodotto, un particolare alimento. Semplicemente, li considero pubblicità e non racconto.

Così, resto un apolide: una che ancora prova a fare storytelling tradizionale.

Tutto questo per dire che questo progetto mi piace e lo trovo in linea con me, anche se probabilmente per concomitanza di impegni non riuscirò a partecipare all’incontro- a cui invito tutti-:  “ALLA SCOPERTA DEI PRODOTTI DEL PIU’ BELL’ORTO D’EUROPA: L’UVA DI SABATO” – MERCOLEDI’ 19 GIUGNO, ORE 17:30 – SALA DELLE COLONNE DELLA SS. TRINITA’ (VICO EQUENSE).

Si presenta in questa occasione il progetto ANSENUM, che è stato finanziato con i fondi psr Regione Campania 2014-2020 (tipologia d’intervento 16.5.1 “Azioni congiunte per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento ad essi e per pratiche ambientali in corso”).

Ansenum è un progetto che ha come obiettivo finale la riduzione dell’impatto ambientale nel settore agricolo attraverso la promozione di un’agricoltura che abbia come scopo principale le produzioni di qualità e non di quantità. L’opportunità è data dal fatto che oramai la popolazione è disposta a pagare prezzi elevati per acquistare prodotti alimentari di qualità, ovvero sani, genuini, che siano espressione della tipicità “made in Italy”.
Puntare su un’agricoltura volta ad ottenere prodotti di qualità ha un duplice effetto. Primo: agricoltura di qualità significa utilizzare metodi naturali e non quelli dell’agricoltura convenzionale intensiva, con ovvia riduzione dell’impatto ambientale. Ma soprattutto un’agricoltura di qualità può essere perseguita (a differenza di quella di quantità intensiva) anche in luoghi che sono morfologicamente disagiati e su ridotte estensioni di terra in cui non è sostenibile un’agricoltura estensiva.

er quantità prodotte, la Campania detiene il primato della produzione orticola nazionale, ma è soprattutto in nome della qualità che il “più bell’orto d’Europa” oggi rivendica l’importanza della “tipicità”, che rappresenta il vero valore.
Il problema che il presente progetto intende affrontare è dato dal fatto che i contadini non utilizzano più vecchi ecotipi benchè la Campania ne sia tra i maggiori detentori. Il vastissimo patrimonio di prodotti, di sapori e di colori che caratterizza l’agricoltura campana, ne rappresenta anche la sua principale ricchezza. Tocca a noi non solo custodirlo ma anche utilizzarlo come fattore essenziale di sviluppo economico.
Puntare sulla rintracciabilità, sulla qualità e sulla tutela del prodotto “tipico”, significa garantire il mantenimento della biodiversità e del patrimonio gastronomico regionale, oltre che offrire all’economia locale una concreta occasione di rilancio.

In bocca al lupo a questo progetto bellissimo!

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Menu estivo di Mannaia

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Sono tornata da Mannaia, dove ero già stata benissimo l’inverno scorso.

Pub e steak house consigliatissima, con parcheggio, molto curata, adatta per ogni stagione come il menu degustazione estivo dimostra:

Mini tartare di fassona piemontese con salsa di pesca e mango

Maki- roll del macellaio (roll di riso giapponese con carpaccio di fassona piemontese e cuore di carota e sedano in agrodolce)

Costato di Rubia Gallega

Costato di Sashi Beef (Finlandia)

Passionata classica e Passionata al pistacchio

Vini (in collaborazione con l’Enoteca Il Torchio)

Montecardillo Pallagrello nero Terre del Volturno Igp 2015 – Sclavia

Granito Casavecchia Terre del Volturno Igp 2015 – Sclavia

Pallarè Pallagrello bianco passito Terre del Volturno Igp 2015 – Sclavia con Amaro del Birraio

Una squadra affiatata che sta apportando dei grandi miglioramenti al menu e anche alla gestione della sala.

La consulenza di Venerando Valastro si vede nelle cotture millimetriche alla griglia, dal gran risultato finale:

Posto raccomandato, estate o inverno, per carnivori e amanti della griglia, oltre che dei panini.

 

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L.u.i.s.e: mangiare bene a Via Partenope

LUISEPIZZA

TRATTO DA UNA STORIA VERA- Stamattina sono già a quota 3 telefonate: è una bella giornata, tu che lavori sul Lungomare (ricordiamolo: qui) mi sai consigliare un posto dove mangiare bene e in modo non turistico???

La mia risposta è SEMPRE LA STESSA: L.U.I. S.E. SIA PER PIZZA CHE PER I PIATTI (e chiedete di Davide!).

Se volete qualcosa di ben fatto, che non sia il solito spaghetto a vongole e la solita frittura congelata, piatti preparati con amore, come si vede nei video della mia amica Francesca Pace.

Qualche foto di seguito, così che parlino da sole e vi mostrino il posto giusto: non solo cartolina, ma anche sostanza:

Il pesce è ben trattato, tanto che lo spaghetto con i gamberi rossi crudi è uno spettacolo:

qui sapranno ben aiutarvi anche con gli abbinamenti dei vini

ma anche un classico come il baccalà viene rivisitato con amore, in una tempura ben fatta e accompagnata da salsa di peperone rosso:

La lunga tradizione di ristorazione che ha reso L.U.I.S.E. la più famosa rosticceria in Via Roma, accanto al Teatro Augusteo, un’istituzione per i napoletani e per gli artisti che arrivano in città arriva anche al Lungomare, ma con il pizzico di innovazione della gestione del figlio Davide Di Meglio, depositario delle tradizioni di famiglia ma con studi nel campo della ricettività ed esperienze all’estero.

Anche la pizza è buona e segue la stagionalità: in carta delle pizze con ingredienti a crudo e la mia preferita con i puparorilli verdi, che sono davvero l’emblema dell’estate

e anche qualche idea giovanile su cui avevo perplessità e che poi ho trovato sfiziosa al gusto: pancia magra, patate, provola e salsa barbecue homemade:

Una brigata che sa il fatto suo e che sa cogliere nel segno

Insomma, inutile che mi chiamate, il consiglio sul Lungomare è L.U.I.S.E.!

 

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