Blogging Breakfast a Napoli -21 febbraio

cristina zagaria

Prima di presentarvi il primo Corso e colazione per blogger (21 febbraio, Napoli) e per chi scrive online per fare rete vi farò una premessa.

Scrivere online è una combinazione di talento, tecnica e perseveranza. La Rete regala molte opportunità e toglie molte energie. La Rete è un palcoscenico pericoloso: fa brillare, ma attira anche tanto odio. È alla portata di tutti ma solo pochi riescono.

Per questo, vi consiglio di seguire un corso, di stare attenti, di imparare dai professionisti. Se vi iscrivete entro oggi risparmierete anche!!!

Detto questo, leggetevi come, dove e quando e soprattutto con chi:  Silvia la seguo da tempo, Cristina pure e sono bravissime entrambe!

corso blogger locandina 2 cisterna-bistrot

I blogger si incontrano a Napoli per fare rete, usare il potenziale del web e creare nuove professionalitá. Due appuntamenti, il 21 e 22 febbraio al Cisterna Bistrot, nel centro storico. Silvia Ceriegi, toscana, arriva per la prima volta in città con il suo format “Blogging Breakfast”, in sinergia con Cristina Zagaria, giornalista e blogger napoletana, ideatrice del blog Viaggiapiccoli.

Venerdì 21 febbraio, dalle 14 alle 20 è in programma il corso intensivo di 4 ore dal titolo “Scrivere sul web ed essere visti”. Gli argomenti dell’incontro sono: come strutturare un piano editoriale, come scrivere titoli e sottotitoli efficaci, struttura e regole dei testi per il web. Il corso è studiato per chi vuole aprire un blog o per chi lo ha già, ma non riesce ad emergere e anche per addetti stampa e giornalisti di testate online.

Sabato dalle 9:30, colazione e mattinata di formazione per blogger e addetti alla comunicazione online, in uno dei locali più Instagrammabili di Napoli: Cisterna Bistrot al centro storico.

La Blogging Breakfast pensata da Silvia Ceriegi, famosa blogger, consulente web e ideatrice del portale Trippando, è ormai un appuntamento imperdibile per tutti quelli che vogliono saperne di più sui temi legati alla rete, mondo in continua e veloce evoluzione e cambiamento.

Ogni volta un nuovo ospite, ogni volta un nuovo luogo, per scoprire sempre cose nuove e imparare costantemente. «Non è un corso, non è un convegno, si tratta di una mattinata conviviale – dice Silvia Ceriegi – aperta agli appassionati di web e ai blogger di qualsiasi settore, argomento e tematica, anche a quelli che sono online da pochissimo, perché l’idea di base è quella del confronto per crescere insieme».

«Per il corso, invece, abbiamo pensato a un momento di formazione per scrivere online in maniera consapevole – spiegano Ceriegi e Zagaria – l’obiettivo è formare e dare gli strumenti giusti a blogger, giornalisti, addetti stampa, per usare le potenzialità del web, ottenere visibilità e credibilità, sfruttando le opportunità della rete, per creare nuovi progetti e dar vita a nuove professionalità che, affiancate a quelle più tradizionali della comunicazione, possano coprire uno spettro più ampio e completo».

Silvia Ceriegi, chimico di formazione, è blogger dal 2011, dal luglio 2017 è a tempo pieno, una consulente per il web e organizza, soprattutto in Toscana, corsi di formazione sul blogging e sulla gestione di Social Network a vari livelli, sia per blogger e content writer, che per liberi professionisti e titolari di piccole aziende che vogliono curare personalmente la loro comunicazione.

Cristina Zagaria, giornalista e blogger, con Francesco De Rosa cura il blog di viaggi Viaggiapiccoli www.viaggiapiccoli.com, che in due anni si è imposto nel panorama nazionale tra i più affidabili blog di viaggi per famiglie italiani.

 

Per informazioni. Silvia Ceriegi silviaceriegi@gmail.com Phone: +39 328 0161268

Costo dei corsi: 59 euro entro il 9 febbraio, 79 euro entro il 15 febbraio, 99 euro entro l’ultima settimana

Costo per la colazione: 14 euro

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Imperium: cucina stellare a Torre del Greco

imperium bistro

In quel tratto tra il Vesuvio e la Costa che va da Portici a Salerno ci sono le mie radici e le mie abitudini.

Ma lo dico subito: finora non c’erano le mie uscite al ristorante, tutte dedicate, ad eccezione di qualche amico a Vietri, alla penisola sorrentina o alla costiera amalfitana.

Eppure, la tendenza si sta invertendo: ristoranti come Masseria Guida e line alle falde del Vesuvio, pizzerie di eccellenza come Magma di Sakura (di cui ancora non ho provato la cucina) e ristoranti gourmet di pesce come San Pietro Bistrot, hanno cambiato la mia prospettiva.

Così, ecco aggiungere un altro indirizzo a Torre del Greco: Imperium Bistro forse tra questi quello con la proposta più varia e articolata, visto che ci sono anche cocktail e taglieri, accanto a una cucina che vede la regia dello chef noto e pluripremiato Vincenzo Langella.

Per questo prima di descrivere piatti e abbinamenti mostro prima un pò di foto, che presentano molto bene il posto, che è rinato dopo un intervento dell’architetto Valentina D’Urzo e della decoratrice d’interni Rossella Guarino:

Ma veniamo alla cucina che fa da contraltare ad una buona offerta bar, che va dagli amari ai cocktail, particolari e studiati anche per abbinarsi ai piatti, esattamente come è successo nel nostro pranzo:

Comunque noi abbiamo assaggiato un intero menu. Mi ha convinto ogni cosa, dall’antipasto al dolce, tutto giocato sul ricordo delle cucine tradizionali e sulla volontà di alleggerirle e reinterpretarle.

Il piatto top per me è stato il carciofo con lardo, crema di patate e una sorpresa di vongole all’interno. Strepitoso:

Molto buono anche l’antipasto tartare di manzo con bon bon di bufala a cui è stato accostato un “Passion Apple” (fatto con liquore di mele, sciroppo passion fruit, succo di mandarino , succo limone e succo di mela verde)

Lo “Spaghettone cacio e pepe su guazzetto di frutti di mare e pesto di nocciole” -piatto super, ma tra i vari quello che ho amato un pò meno), con l’idea di un incontro tra due piatti tipici di due regioni italiane (il Lazio e la Campania): la pasta cacio e pepe e gli spaghetti con i frutti di mare; il tutto accompagnato da un cicchetto di “French 75”, un cocktail a base di gin, succo di limone, sciroppo di zucchero e vino bianco.

Abbiamo poi degustato un boccone di stracotto di maiale alla soia e miele con bieta e rucola selvatica si può alternare un sorso di “Dolceamaro” (ottenuto con lime, rucola prestata, sciroppo di agave, zenzero pestato, vodka e ginger ale).

Questo piatto era talmente buono che volevo alzarmi e chiedere il bis. Se non l’ho fatto credetemi, è stato per decenza.

I cocktail sono frutto della creatività di tre giovani bar tender che si alternano dalla mattina fino a tarda notte al bancone di Imperium per garantire agli ospiti esperienze di food pairing in qualsiasi momento della giornata: Ivan Cerbone, Rosario Marciano  Sandro Azam.

Infine, abbiamo provato il dolce e soprattutto il cocktail abbinato. Quando mi hanno parlato di un moijto al caffè ho pensato che fosse un’idea insensata.

Per fortuna la curiosità ha vinto e così ho provato questo mojito classico con aggiunta di caffè borghetti. Buonissimo.

Abbinato al tiramisù che ha chiuso questo bel pranzo.

Questo è un posto che non dovete perdere: con una cucina stellare e scelte coraggiose negli abbinamenti.

Certo, un posto da provare anche solo per un cocktail o un caffè. Ma, fidatevi, se vorrete restare a cena mi ringrazierete.

 

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Dambo Beef & Grill

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Dambo è un posto nuovo, in tutti i sensi. È nuovo come locale -aperto da un anno- ma soprattutto come concezione: un’offerta che strizza gli occhi a New York, ma che si avvale di una lunga tradizione ristorativa e di prodotti assolutamente campani e certificati.

Partiamo dal cocktail bar: dalla possibilità di sedersi al bancone e ordinare un ottimo gin tonic (io l’ho assaggiato affumicato e al pepe rosa) e sbocconcellare una focaccella.

La visione del Dambo è davvero Ny style: è quella di un locale dove puoi iniziare con un aperitivo, decidere di restare a cena con la qualità di una steak house, essere coccolati con i piatti di un buon ristorante.

E decidere di farlo in un clima rilassato e informale, ma al tempo stesso elegante, dove il servizio è attento e allegro, dove l’impiattamento è curato e il risultato finale è pensato in ogni dettaglio.

Ma torniamo alle focaccelle: soffice impasto, lievitato 12 ore, cotte in un forno elettrico, piccole dimensioni, sfiziose farciture: noi abbiamo provato una margherita e una con salsiccia, friarielli e provola e una con pancetta e tartufo.

Ho assaggiato tante pizze, ultimamente, e la focaccella non lo è, ma è sicuramente la migliore innovazione “pizzosa” che ho mai assaggiato.

Esattamente come può succedere a chi voglia proseguire la serata, dopo il bell’aperitivo con le chips homemade, questi bocconcini di riso al lime e la focaccella, ci siamo accomodati al tavolo.

Qui abbiamo iniziato con un uovo biologico di razza livornese con panatura ai cereali, fonduta di pecorino, guanciale croccante e tartufo profumatissimo.

Ora, su queste due cose vi vorrei far riflettere:

1) Napoli è una città dove si mangia molto bene e che sta ampliando il ventaglio della scelta gastronomica, ma le uova si mangiano davvero poco, e in pochi ristoranti (salvo La Locanda del profeta e nulla più).

2) Nonostante il piatto sembri “piacione” non è facile equilibrare i gusti senza renderlo stucchevole e questo era perfetto!!

Abbiamo continuato con un piatto tutto vegetariano: il tortino di broccoli con fonduta di pecorino e chips di patate, che ribadisce la vocazione di Dambo di rendere felici tutti.

Dopo abbiamo proseguito con un tris di carni di selezione Cillo: costata e filetto di Marchigiana e la vitellina bianca degli Appennini, gustosi, succulenti con una cottura millimetrica e con ottimi friarielli e peperoni. La Tom Hawk di suino nero è stata servita con degli insoliti pomodorini alla vaniglia, che mi sono piaciuti molto. Veramente carne così buona e così ben cotta non ne mangiavo da tempo.

Abbiamo chiuso la cena con una pastiera scomposta al cioccolato e abbiamo accompagnato il pasto con un ottimo rosso di Cantine Iovine.

A Dambo si mangia bene, si beve bene, si sta bene.

Un posto da segnare in agenda, al centro della city partenopea, ma anche vicino ai teatri (Augusteo, San Carlo e Mercadante sono a pochi passi), dove fermarsi dal pranzo al dopocena. Perchè Napoli, come New York, è una città che pulsa a ogni ora.

 

 

 

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Ciro Savarese: Anema e Pizza

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E dopo avervi consigliato il sushi da Reiwa, vorrei parlarvi di una serata di qualche tempo fa da Ciro Savarese di Anema e Pizza che ha visto la contaminazione tra sushi e pizza.

Ora, voi mi direte, ma se la serata è stata qualche tempo fa perchè ce ne parli ora?

Perchè la pizza di Ciro è un evergreen: la mangio spesso, andando ad Arzano nel suo bel locale, godendomi una straordinaria accoglienza, fatta di piccoli riguardi dedicati ad ogni cliente, che si sente davvero un ospite. Per me, le sue pizze farcite risultano davvero davvero leggere e lui supera ottimamente anche il test della marinara o della margherita.

Fatta questa premessa, vi racconto di quando sushi e pizza si sono incontrati da lui e del suo splendido arancino al soffritto, saporito e leggero:

Ma veniamo al sushi dwl noto sushiman Ignacio Hidemasa Ito, che è alla guida delle cucine del Tabi restaurant di Napoli, e che prima ci ha fatto assaggiare le sue creazioni a base di sushi classico e poi ci ha spiegato la contaminazione che Ciro ha inserito nel suo menu con la pizza Ito, in suo onore:

La pizza Ito nasce dalle contaminazioni nippo-brasiliane nate dalla curiosità di Ciro e dall’apertura di Ignacio Ito. i due hanno messo a punto la pizza Ito, in cui la picanha scottata e la riduzione di salsa aromatizzata al ginger vanno a sposarsi con la mediterraneità della mozzarella di bufala affumicata e della polvere di pomodoro essiccato.

Due abbinamenti -soffritto e arancino, picanha e pizza- che sembrano azzardati ma che ancora una volta, invece, confermano l’equilibrio di Ciro, di cui resto non solo affezionata cliente, ma proprio fan!

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