StoryTelling » Maggio Musicale Napoletano: Liberato.

gaiola

Maggio per Napoli è un mese che fa fiorire mille occasioni.

Domani, ci sarà una di queste: il concerto di Liberato sul Lungomare.

Liberato

Liberato pone alcune domande interessanti, al di là che piaccia o meno il suo genere musicale.

Per riuscire ad emergere venendo da Napoli, bisogna essere anonimi (vedi il caso di Elena Ferrante)?

Liberato e la Ferrante hanno in comune nuova una lingua ibrida, dialettale, ma anche anglicizzata, attualizzata, sporcata eppure bellissima, in evoluzione, in cambiamento.

Come per la Ferrante, appunto, la domanda è: quanto è strutturato il progetto di comunicazione dietro l’operazione Liberato?

E comunque dopo i talent in cui gli anonimi vogliono essere famosi ora sono i famosi a voler essere anonimi?

Una cosa mi sembra evidente e perciò interessante: una città multiforme e multistrato (anche in senso sociale) come Napoli ha bisogno di più linguaggi per essere raccontata: video, web, musica. Occorre mischiare e contaminare per provare a raccontare una realtà composita, in cui l’etichetta “indipendente” diventa persino irrilevante.

Così, persino io, che di solito racconto la parte della città che si mangia, stavolta metto in connessione diverse realtà artistiche e provo a rispolverare la mia visione sociologica.

Domani, oltre a seguire il concerto, provo a dar voce ad alcune personalità cittadine e a girare loro alcune di queste domande. Dite al cuore di portare un altro poco di pacienza!

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