Il Natale con le due P: Pizza e Panettone

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Helga de Liberto e suo marito Vito de Vita sono pizzaioli, pasticcieri e chef. Sono una coppia splendida e sono molto in gamba entrambi.

Essere loro ospiti per Natale sarà un grande onore!

Lunedì 10 dicembre alle ore 19:30 presso “PizzaArt” in via Rosario, 14- 84091 Battipaglia, Vito de Vita Maestro Pizzaiolo, presidente della “Scuola Napoletana Pizzaioli” e patron della pizzeria, ed Helga Liberto esperta di lievitati, meglio noti come “Chef dei Grani”, proporranno le loro realizzazioni dedicate al periodo natalizio.

Il menù proposto per la serata sarà:

Entrè
-Tris di montanare
Montanara con San Marzano D.O.P., Montanara con datterino giallo e alici e Montanare con vellutata di broccoli, salsiccia, datterino rosso semi secco e scaglie di Cacioricotta cilentano.

In abbinamento: Fravort di Cantina

Degustazione di pizze

-Impasto al croccante di farro con baccalà, pomodoro giallo, foglia di capperi, olive infornate

-Impasto fibra con filetto di San Marzano marinato con colatura di alici di cetara, fior di latte di vacca gelsa e blu di Bufala.

In abbinamento: Fravort Triple

-Impasto classico con vellutata di fagioli di Controne, chiodini freschi trifolati con pomodorino del piennolo

In abbinamento: Fravort Rossa del Brenta

Degustazione di panettoni

-Panettone Carezza del Cilento: fico bianco, noci, nocciole, mandorle; in edizione limitata con il Fico Bianco Monnato Presidio Slowood Prignano Cilento

-Panettone Terre degli Alburni: marrone di serino I.G.P., glassatura con cioccolato Domori Sur Del Lago Venezuela 75 %, infusione rum invecchiato 12 anni.

-Panettone Nuvola del Vesuvio: arancia semicandita, Albicocca del Vesuvio Presidio Slowfood e uvetta australiana “7 corone”.

In abbinamento: Fravort Bionda del Brenta e Fravort Impressum

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BAROQ art bistrot- Un nuovo sincretismo cultural-gastronomico tra cibo napoletano e arte

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Lavoro a Via Partenope da 10 anni e frequento Piazza Vittoria tutti i giorni, tutte le sere, forse da ancora prima. Un posto bellissimo: mitteleuropeo e napoletano insieme: una piazza grande, a ridosso della Villa, tra il salotto buono della città, le vie dello shopping e il mare.

Eppure, ad eccezione di Terrazza Calabritto, non c’erano locali di livello. Poi ha iniziato CrudoRe. Ha continuato Vincenzo Esposito con la sua pizzeria. Infine è arrivata la Masardona con lo street food. Cosa mancava ancora?

Un bistrot come Baroq, con la firma di Antonio Tubelli, che ha inaugurato ieri sera.

Un sincero in bocca al lupo! Allego il comunicato stampa e una promessa: andrò a provarlo presto!

In piazza Vittoria, a pochi passi dal lungomare di Napoli, apre Baroq art bistrot: un’esperienza nuova, che vuole coniugare lungo il fil rouge delle affinità elettive la gastronomia ed il buon bere con l’arte, dalla grande stagione del Barocco napoletano al contemporaneo.

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Baroq non vuol essere solo una galleria, solo un bar e neppure solo un ristorante. È uno spazio che nasce nella convinzione di far vivere felicemente insieme mondi diversi ma ugualmente legati al passato culturale di Napoli, nel nome della qualità, della specificità e del valore della tradizione. Le mura sono quelle dell’antico Palazzo De Majo, commissionato nel XVIII secolo dalla famiglia De Majo a Ferdinando Sanfelice, al civico 6 di Piazza Vittoria. Gli spazi sono allestiti prendendo in prestito i materiali della terra partenopea, il tufo giallo e la pietra lavica, luce e ombre, i due volti di Napoli. Al centro del locale è stata recuperata una grata spalliera del XVII secolo in ferro e ottone dorato, elemento distintivo e quasi icona dello spazio che in passato ha ospitato una galleria di antiquariato.

In occasione dell’apertura del 6 dicembre Baroq ospita fino al 10 febbraio una mostra di Micco Spadaro, al secolo Domenico Gargiulo (Napoli, 1609/1612 – 1675), pittore e cronista nella Napoli del ‘600. Quattro i dipinti esposti. Completano la mostra immagini video che sottolineano alcuni dei più rappresentativi episodi di vita e cronaca napoletana del XVII secolo. L’esposizione, da taglio giornalistico, che attinge dalla produzione di uno dei più dotati fotoreporter ante litteram che la pittura ricordi, sarà il palcoscenico su cui vivere un’esperienza cultural gastronomica nuova e tutta da inventare.

All’insegna della grande tradizione classica partenopea è anche l’offerta di cucina del fuoriclasse napoletano Antonio Tubelli, cuoco di grande passione e lunga esperienza, l’ultimo monzù napoletano, come è stato definito per la sua cucina di memoria (i Monzù, trasposizione dialettale della parola francese monsieur, erano nei secoli XVIII e XIX i capocuochi delle case aristocratiche nel Regno delle Due Sicilie). ll menù à la carte offre piatti semplici, a volte dimenticati, della tradizione, contraddistinti dall’attenta ricerca stagionale delle materie prime locali, cucinati con estro e smisurata passione: lo scammaro, il pacchero ripieno, le tempure, solo per citare alcuni piatti che sono cifra stilistica della cucina di Tubelli con la chef Carmela Sabato.
La carta dei vini è varia e viene periodicamente rinnovata per potersi abbinare al meglio ai piatti proposti. La carta delle birre, esclusivamente artigianali, offre una vasta scelta di opzioni nazionali. Completano l’offerta di Baroq Art Bistrot la caffetteria, la sala da tè e un attrezzatissimo il cocktail bar: una straordinaria ricerca del resident barman Andrea Chiariello, con nuove tecniche di infusione ed estrazione degli zuccheri, affumicature ed aromatizzazioni, sempre fedele agli stimoli del territorio, propone cocktails classici e baroqtails di propria invenzione.

 

Baroq

Piazza Vittoria, 6

Tel. 08118671407

info@baroq.it
www.baroq.it

40 Coperti

 

 

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Gelato al roccocò per gli Habituè

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Chiamare un locale Habituè vuol dire pensare a ogni cliente come un ospite gradito, uno di famiglia che possa tornare più e più volte.

Per questo, sotto Natale, si sono inventati un’altra idea per stupire vecchi e nuovi clienti: il gelato al roccocò.

in allegato foto e comunicato stampa

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lato al roccocò per Natale:

Gelato al roccocò per Natale:

all’Habituè di Nola pranzo della domenica con tradizione rivisitata

Il gelato al roccocò è il nuovo dessert natalizio del ristorante Habituè di Nola ideato dallo Chef Raffaele Dell’Aria. Dopo il gelato al baileys arriva quello al gusto di uno dei dolci più tipici del Natale partenopeo. Il gelato al roccocò si potrà gustare a partire da domenica, quando lo Chef si cimenterà con i piatti della tradizione e darà il via al format Radici, nome scelto per i menù domenicali, che di volta in volta cambieranno in base alla ricetta protagonista. Si comincia domenica 9 con Radici Ventiquattro, piatto del giorno il ragù, che secondo le ricette antiche deve cuocere almeno per un giorno intero, di qui il titolo. E per finire gelato al roccocò, al profumo di mandorle, cannella e arance. “Rispolveriamo antichi ricettari – spiega Dell’Aria – quello delle nostre tradizioni, perché la cucina moderna non è altro che l’evoluzione delle nostre radici. Sabato ci si alza presto e si mette a fare il ragù: deve cuocere a fuoco lento per 24 ore. E per concludere in bellezza alla tradizione aggiungerò la mia ricerca con il nuovo gelato al roccocò, che darà il benvenuto anche al Natale”. Si prosegue con Radici Santa Lucia con protagonista il polpo alla Luciana, Radici Galiani dedicato agli strozzapreti, Radici Stanislao con il re Babà e Radici Superba in omaggio alla genovese. Continua con successo il progetto gastronomico di Fabio Coppola e Giuseppe Vetrano con la collaborazione di Vincenzo Cangemi, ispirato alla convivialità e al mangiar bene tra antico e moderno. “Riproponiamo la tradizione in tavola ogni domenica, come d’abitudine avviene nelle case di noi tutti. Di qui anche la scelta del nome del ristorante Habituè – spiegano gli imprenditori – che vuole richiamare all’abitudine di frequentare un luogo dove sentirsi ben accolto come appunto avviene a casa. Qui succede in un antico palazzo del ‘700 in Piazza Duomo, dove si respira un’atmosfera calda e gioviale, che si apre anche un pubblico giovane”.

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LUXURIOUS: IL CALENDARIO FASHION&FOOD 2019 DEL FOTOGRAFO SALVIO PARISI

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Se io fossi una persona seria e questo quindi un blog very polically correct, daremmo solo la notizia, nuda e cruda: lunedì 10 dicembre, a Palazzo San Teodoro si presenta l’atteso calendario del fotografo Salvio Parisi – ambientato proprio nel palazzo nobiliare di Chiaia- composto da 12 immagini lussuose con 6 chef di pregio e una madrina di eccezione: Cristina Donadio.

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Detto questo, e prima di lasciarvi al comunicato stampa “serio” devo ringraziare, di vero cuore, Salvio PARISI.
Non tanto perchè mi ha invitato ma perchè la capacità ci farmi sentire “bella”, anche quando non sono minimamente all’altezza delle situazioni. Mi fa sentire “a posto” anche quando ho delle mise francamente improbabili. Perchè è così bravo a scherzare sulla sua forma fisica da essere bellissimo e irradiare in noi creature imperfette analoga luce.
Perchè lui è uno così: uno che fa i selfie con la macchina fotografica al contrario.
Il verso lusso, oggi, è essere sé stessi ed esserlo al meglio. E lui lo ha, innato.
Ecco perchè il suo calendario è fantastico: pervaso dalla sua stessa luce, lussuoso e lussuorioso, fashion senza essere finto, patinato senza mai essere eccessivo.
Per questo 6 importanti nomi tra chef, pizzaioli e pasticcieri gli si affidano e diventano splendidi: Imma Ferraro, Franco Pepe, Salvatore Capparelli, Peppe Guida, Luciano Villani, Fabio Pesticcio.

Dopo le foto il comunicato stampa.
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LUXURIOUS: IL CALENDARIO FASHION&FOOD 2019 DEL FOTOGRAFO SALVIO PARISI

Si chiama «Luxurious» il sesto capitolo del Calendario F&F, perché celebra a tinte forti l’eleganza austera, la voluttà degli orpelli e l’opulenza tout court.

Tra lusso e lussuria: esattamente in quel mezzo si colloca il concetto sottile e volatile del gusto e del bello, più che il bon ton o l’estetica ufficiale.

La moda e il cibo, la couture e il gourmet passano di fatto attraverso la sensualità e la percezione epicurea del bon vivre.

E’ proprio in omaggio a questo senso visivo del fasto che nascono le dodici immagini del 2019. Ed ecco perchè il lunario è interamente girato al Palazzo San Teodoro di Napoli, una tra le più regali dimore gentilizie partenopee dell’VIII secolo, situata davanti alla Villa Comunale sulla Riviera di Chiaia a ridosso del lungomare.

Sei, come sempre, gli eccellenti cucinieri campani testimoni del loro “mestiere” negli abiti dei grandi sarti nostrani, mentre la protagonista delle immagini in cui vengono ambientate le loro sei rispettive pietanze è Cristina Donadio, attrice di razza dal teatro al grande schermo, diretta da nomi come Corsicato, Squitieri, Pasquale Marrazzo, Liliana Cavani, Incerti, Sandro Dionisio o Edoardo De Angelis, approdata e apprezzata in tv con la serie Sky Gomorra nel 2016, interprete inequivocabile di una napoletanità coriacea e trasversale, eclettica e per molti versi inedita.

Sulle pagine di F&F si muove tra una tavola imperiale 3.0 e un letto iper-design.

Sei look di Roberta Bacarelli con scarpe Ernesto Esposito, borse Tramonatano, gioielli Alessandra Libonati e Bronx Colors cosmetics.

Mise en place ultra moderne griffate Schoenhuber Franchi coi decori verdi frutta&verdura di Massimo Iodice per Flover o con trionfi di pesci, ostriche e astici da Itticheria e Mare di Lucullo oppure di carni fresche in bella vista da Luca Pastore.

Complementi da interior contemporaneo di Riccio Caprese, Christofle, Kosta Boda, Yalos o Marioluca Giusti (per Interni d’Elite) convivono sulla tavola con le pietanze dedicate e gli svariati ingredienti d’eccellenza territoriale: pasta Gerardo di Nola, pomodori Così Com’è, oli Torretta, caseari La Perla del Mediterraneo, farine Caputo, i san marzano di Italiana Vera, le nocciole e creme Sodano o le delizie di Leopoldo.

E naturalmente vini, birre, liquori e caffè d’alto rango: Strione di Cantine Astroni, Alta Fila e Intrico della vinicola Diana, champagne Quenardel, birre artigianali Kymè e Titanium, nucillo E’Curti, elisir Alma De Lux, amaro Nastro d’Oro e il caffè per eccellenza, Kimbo.

Cartelle della tombola di un tempo per la tavola di Natale e carte napoletane sul letto ovale Pebble di Dorelan.

Gennaio apre con la cuoca Imma Ferraro, caprese d’istanza a Torino: indossa un microabito in pelle nera di Marialaura Musollino Lallilab, abbinato a gioielli Libonati e una clutch di Giannotti. Franco Pepe, ambasciatore da Caiazzo della pizza italiana nel mondo, posa sornione in un look Kiton, mentre Salvatore Capparelli, pasticciere del centro storico di Napoli, siede in salotto con un abito sportivo di Isaia e sneaker De Cristofaro. Peppe Guida di Vico Equense annoda allo specchio una galla di Ugo Cilento (di cui sono anche i gemelli rigatone e san marzano), mentre Luciano Villani da Telese è vestito Rubinacci con sciarpone Pulcinella in cachemere e Fabio Pesticcio di Eboli indossa all’ingresso di Palazzo un doppiopetto e paltò in cachemere di Cesare Attolini.

concept & photo / Salvio Parisi

digital end & consulting / Simone Marigliano

styling / Chicca Fusco

make-up & hair / Clemente Oliva & Team Leo

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