1000 gourmet: una pizza insolita e gustosa nel cuore di Chiaia

1000 gourmet

Dove una volta c’era la Scalinatella, nel cuore di Chiaia e Via dei Mille, di fianco al San Carluccio che vide debuttare in città Troisi, è sorta una pizzeria che è innanzitutto un posto bello, dove sentirsi a proprio agio in un’atmosfera curata e rilassante. Un locale aperto tutti i giorni a pranzo e cena con menu gluten free.

Simbolo del locale è la cloche, perché qui la pizza si fa gourmet, nel senso che accanto alla pizza tradizionale e napoletana, si prepara una pizza con farine di tipo 1, tagliata a spicchi, servita su piatti di ardesia nera, arricchita da topping innovativi e ricercati e anche da impasti insoliti, come quello al cacao, al limone e alle noci.

La pizza è figlia delle sapienti mani di Giuseppe Maglione, che ha radici napoletane ma viene da Avellino e da Daniele gourmet, pizzeria di cui si parla spesso.

E’ lì che lo ha conosciuto Renato Rocco, che con la sua Buona Tavola non solo promuove eventi ma riesce anche a trovare soluzioni ristorative innovative, come questa, appunto, che vede nel “salotto buono” di Napoli una pizza e una location diverse, appena fuori dal caos delle vie dello shopping di lusso, a metà strada tra due quartieri importanti come Vomero e Chiaia. Una pizzeria che invita alla convivialità, che offre una pizza leggera, sfiziosa, insolita.

Ecco cosa abbiamo assaggiato:

 

Crocchè di patate miste: con patate di Avezzano e patate Vitelotte (patata nera a pasta viola), provola d’Agerola e Parmigiano Reggiano.

Arancino di Riso arborio e riso Venere, funghi porcini, lardo irpino, provola d’Agerola e Parmigiano Reggiano. 

Frittatina Napoletana con mortadella di Bologna I.G.P., bechamelle, provola d’Agerola e Parmigiano Reggiano.

Chips di Patate Fritte di tre varietà: Rossa d’Avezzano, patata rossa e Vitelotte


Pizze Gourmet:

  • Pizza Violetta

Patata viola, provola affumicata di Agerola “Fior d’Agerola”, Speck dell’alto Adige I.G.P., Caciocavallo Irpino Azienda agricola “Mariconda”, Pomodorino del Piennolo Confit, Olio evo D.O.P. “Torretta”.

  • Mortazza e Pistacchi

Fior di latte di Agerola, Mortadella di Bologna I.G.P. Presidio Slow Food, Pesto di pistacchio di Brontec D.O.P., Olio Evo D.O.P. “Torretta”, Zeste di limone. Io di solito non amo le pèizze con la mortadella, e invece questa l’ho trovata equilibrata e buona.



  • Diva

Burrata di bufala Campana D.O.P., Tonno alalunga “Aura”, Cipolla caramellata ramata di Montoro, Olio evo D.O.P. “Torretta”.
In assoluto, la MIA pizza!


Pizze con impasti speciali

  • Impasto al limone: Gamberi e Agrumi

Fior di latte D’Agerola “Fior d’Agerola”, Gamberi di Mazara del Vallo, fette di limone ed Arancia, Olio Evo D.O.P. “Torretta”

  • Impasto alle Noci: Noci e Carmasciano

Fior di latte di Agerola “Fior d’Agerola”, Pancetta affumicata, datteri, pecorino Carmasciano, Rucola, noci sgusciate ed olio evo D.O.P. “Torretta”


  • Impasto al Cacao: Emozionando

Burrata di Bufala Campana D.O.P., alici marinate, guanciale Irpino croccante, Spuma di ricotta, cipolla ramata di Montoro, prezzemolo fresco, olio Evo D.O.P. “Torretta”

Dessert:

  • Nocciolata

Pizza Dessert con impasto di farina di Nocciola, crema di pistacchio, granella di pistacchi, crema alla nocciola spalmabile.


Ottime le birre del Microbirrificio artigianale Okorei di cui abbiamo assaggiato la Alkimia, appunto, la Okorei.

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Alla tavola di San Pietro Bistrot del Mare con i piennoli di Giolì

san pietro bistrot

Un pranzo in technicolor: il blu del mare del San Pietro bistrot, il giallo e rosso dei pomodori di Giolì, l’oro della birra del birrificio Ventitrè.

Un’esperienza sensoriale: i profumi del pesce freschissimo, le acidità e le dolcezze del pomodoro del piennolo, i profumi della birra, speziata, amara e fresca.

Questo è stato il bellissimo pranzo organizzato da Marina Alaimo, esperta di enogastronomia che ha a cuore la valorizzazione del territorio e delle sue bellezze e si occupa di cibo per la mente e per il corpo. Infatti, presenti all’incontro svoltosi nel bellissimo ristorante di Torre del Greco, oltre ai produttori, anche due docenti universitari di caratura internazionale- la ricercatrice Patrizia Spigno e il professor Michele Scognamiglio - che ci hanno illustrato i benefici del pomodoro e parlato di buona e corretta alimentazione (talvolta raccontandoci anche cose “insolite”, come il fatto che è meglio cuocere a lungo il pomodoro per trarne più licopeni possibile e che per farlo occorre utilizzare i grassi.).

Il San Pietro è il terzo ristorante dei fratelli Antonio e Mariano Panariello che ci hanno accolto con competenza ed eleganza, ma anche con la giusta dose di informalità che ti fa sentire a casa. Una location mozzafiato (il San Pietro sorge nell’ex Chiarina a mare, storico ristorante torrese), una scelta di pesce freschissimo e locale, di eccellenza nel beverage e in tutte quelle coccole che rendono un posto speciale. Una scelta ragionata, visto che i fratelli Panariello sono da anni sinonimo di buona cucina già con Taverna ‘ mare.

Il menu di mare era teso a valorizzare le birre e i pomodori:

partendo dall’antipasto finger (babà al pomodoro, mozzarella e pomodorino giallo, calamaro scottato, montanarina con pomodoro confit);

l’antipasto vero e proprio, prima un flan di pomodoro e in seguito il baccalà:

ad un grande classico spesso dimenticato, lo spaghetto col granchio fellone, amalgamato con il piennolo superbamente:

per secondo un pesce azzurro la nostra palamita con salsa alla pizzaiola

e per dolce cioccolato amaro con i pomodorini canditi de Il Giardino di Ginevra

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Mediterranean Cooking Congress 2017

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Il Mediterranean Cooking Congress è stato tra i primi congressi enogastronomici realizzati in Campania, dovuto alla lungimiranza della By Tourist di Luisa Del Sorbo. (qui e qui gli articoli sulle precedenti edizioni). Oggi inizia a Napoli con un dibattito sull’olio.

Di seguito il comunicato stampa:

med Edizione Mediterranean Cooking Congress. Nascono i Laboratori di Gusto Mediterraneo.
Il 21 novembre Meeting sul tema dell’olio da Pizza Gourmet di Giuseppe Vesi.
 
Per la IV edizione del Mediterranean Cooking Congress il programma si arricchisce con “I Laboratori di Gusto Mediterraneo” con focus sugli alimenti che ormai rientrano nella quotidianità di ogni cittadino del Mediterraneo. MCC è stato ideato dalla società By Tourist nel 2014 con tappe itineranti tra le Nazioni del Mediterraneo per approfondire i Sapori e le tradizioni di questi territori, con fam trip, press tour, workshop, tavole rotonde, convegni, Cooking show e momenti b2b. Dopo le tappe in Croazia e Spagna, da quest’anno l’evento si arricchisce di due appuntamenti dedicati ai Laboratori di Gusto Mediterraneo, sarebbe a dire due focus su alimenti che fanno ormai parte della quotidianità di ogni cittadino del Mediterraneo: Olio e Pasta. Durante i laboratori ci sarà una fase tecnica di approfondimento con esperti di settore, analisi sensoriale, tavola rotonda a cui seguiranno degustazioni e Cooking show oltre che una relazione tecnica che sarà pubblicata nella sezione Guida “Mediterranean Experiences” della rivista Gusto Mediterraneo in uscita ad aprile 2018.

Il primo appuntamento e’ dunque martedi 21 novembre da Pizza Gourmet di Giuseppe Vesi in via Caracciolo 13, con un meeting tecnico sul tema dell’Olio, dall’analisi sensoriale al confronto tra esperti ed infine degustazione con cocktail e pizza Gourmet per esaltare le caratteristiche peculiari degli oli, secondo quanto definito durante la tavola rotonda.

 

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12 morsi e 3 birre. I numeri giusti per un menu speciale

12morsi

12 morsi ha un header bellissimo “burger & friends”. Vero, perchè oltre a panini buonissimi si serve ottima carne e mangiare è un piacere. Un piacere vero, godurioso, voluttuoso, accompagnati da un servizio attento, da un’accoglienza sincera.

3 birre (+1) invece produce il microbirrificio KBIRR di Fabio Ditto. Ogni birra ha un nome evocativo e bellissimo: Jattura, Paliat, Natavota e Cuore di Napoli. Le birre hanno un’etichetta bella, la Natavota è beverina, la Paliat è più scura, la Cuore più amarostica. Potrei dire che riflettono le anime e i gusti di questa città. Potrei leggere tutti i componenti e i gradi e raccontarle qua. Potrei, ma non lo farò.

E sapete perchè? perchè le dovete assaggiare e concentrarvi. Ci sentirete il mare, la passione e l’amore. E mi ringrazierete.

Ma veniamo alla presentazione del nuovo menu di 12 morsi, che arricchisce alcuni dei suoi classici, come le patate di Avezzano fritte con jamon iberico, uovo bio di Parisi e fonduta di formaggio, con altri piatti, più ricercati e complessi, ottimi.

Eccoli, i nuovi piatti:

sashimi di manzetta prussiana, formaggio Canapaccio e maionese al miso d’orzo

tartare di fassona “scomposta” a cura dello chef con cipolla rossa, sale maldon e capperi.

Maialino nero casertano (selezione Cillo) cotto a bassa temperatura laccato all’amaretto su crema di Topinambur

Sabatino Cillo è il re della carne. Conosciutissimo sia per la qualità dei suoi prodotti che per aver nobilitato un mestiere antico come il macellaio, collabora con 12 morsi da tempo. Al 12 morsi, infatti, non ci sono solo i panini, ma piatti come questo, che personalmente ho trovato degno di un grade ristorante: a Napoli il Topinambur si trova raramente sia nelle case che nelle cucine dei ristoranti. Io lo adoro e ho adorato l’abbinamento in questo piatto, ottimo.

Un’incursione nel pesce (l’unica) è stato il baccalà in tempura. 12 morsi ha partecipato lo scorso anno a Baccalaria, e ha in carta diversi panini col pesce, oltre al lobster roll, e anche alcuni vegetariani, proprio per venire incontro ai palati di tutti.

Prima di arrivare ai panini siamo passati per un altro piatto nuovo, che unisce il SudAmerica al nostro Sud, un classico come la Genovese a tacos di vera farina di mais. Anche qua, piatto riuscitissimo.

E siamo poi arrivati ai panini, tre: podolica, pollo e chianina.

Qui dico subito che i primi due mi sono piaciuti moltissimo e che sull’altro c’è qualcosa da aggiustare. Ma le foto parlano da sole: panini buonissimi, con il bun di Rescigno, e con ingredienti pensati, ad accompagnare una cottura millimetrica degli hamburger.

Una menzione speciale all’hamburger di pollo: la panatura di cornflakes, l’acidità di caprino e salsa ai frutti di bosco è buonissima.

Gustosa anche la rivisitazione dell’hot dog, con friarielli semydry, salsiccia/wurstel di Cillo e ottimo bun.

Inutile dire che le birre, su tutto questo, risaltavano moltissimo.

Infine due piatti carne, anch’essi con ottima scelta della carne, ma anche con buone cotture: tagliata e ribs.

La chiusura è stata affidata alla cheesecake.

Da 12 morsi c’è voglia di ricevere i clienti con un affetto partenopeo ma con una prospettiva internazionale: il locale è a Via Chiaia, ma non c’è nulla di “fighetto”. C’è piuttosto la voglia di regalare al centro di Napoli un posto dove, a pranzo (quand’è disponibile anhe un club sandwich da provare al più presto) e a cena, gustare sia i sapori di casa nostra (tutte scelte made in Campania quelle dei fornitori, da Cillo a Sogni di Latte, da Rescigno alla Macelleria Vegetariana Gagliana, dalle birre kbirr al resto) che il gusto internazionale.

 

 

 

 

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