28 settembre 2020: Cenando sotto un cielo diverso

Alla conferenza stampa nella suggestiva location di Villa Imperiale a Marechiaro, abbiamo finalmente scoperto il tema di Cenando sotto un cielo diverso, la manifestazione enogastronomica a scopo benefico che Alfonsina Longobardi, psicologa, organizza da oltre un decennio.

Il tema di questa edizione è:

Il Buono dopo la tempesta

e si può facilmente intuire il perchè: il claim di questa edizione si riferisce alla tempesta è il COVID-19 e tutto quello che ha portato con sè: malattia, isolamento, dolore… “Ci eravamo dimenticati della natura, degli uomini e delle vigne, delle foreste, dei fiumi, della tutela della salute. La libertà negli ultimi tempi si era trasformata in senso di onnipotenza - commenta Alfonsina Longobardi, durante la conferenza stampa

“Cenando sotto un Cielo diverso” è un evento con una triplice finalità: beneficenza, valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti (e, dunque, della buona cucina ad essi direttamente legata). Esso coinvolge – in qualità di protagonisti ai fornelli – cuochi, pizzaioli, pasticceri, produttori del territorio campano. I numeri sono da capogiro: 140 chef cucineranno nella meravigliosa location di Villa Almaplena, Lunedì 28 settembre h 20. È possibile acquistare in prevendita il ticket di ingresso o la sera dell’evento alla simbolica cifra di 30 euro.

Tanti gli ospiti che interverranno: oltre alla parte gastronomica previsti infatti la cantante Veronica Rubino (componente delle “Lollipop”), il “cuoco stripper” Mirco Di Centa, Il cantautore Michele Selillo, il modello Nicola Coletta,  la show girl Rosanna Romano, l’attore Cosimo Alberti. 

Noi siamo già tutti pronti!!!!

 

Pubblicato in Food | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

La Mela Stregata: porto sicuro a Napoli, Piazza Vittoria

Iniziare una nuova avventura è sempre una sfida avvincente.

Ma quando la nuova avventura è nel “quartiere gastronomicamente più interessante” di Napoli e soprattutto hai già contemporaneamente un locale di successo, allora la sfida è ancora più interessante.

Parlo della Mela Stregata, che ha aperto a Via Arcoleo, vicino Piazza Vittoria, di fronte alla storica sede de Il Mattino di Via Chiatamone in un posto che, come ha raccontato il giornalista Franco Buononato durante la cena, aveva ospitato già decenni fa una storica trattoria, rifugio sicuro dei giornalisti.

Ora questa zona è soprattutto battuta dai turisti e generalmente caratterizzata da buone pizzerie, ristoranti di alto livello ma scarsi “porti sicuri”, ovvero ristoranti di cucina tradizionale ma non “addomesticata”. O, almeno, in una zona per me familiare, visto che la frequento tutti i giorni per lavoro, questo è quello che vorrei io da un ristorante: che non sia eccessivamente instagrammabile e fashionista, ma nemmeno che sia old style, che non mi dia da mangiare piatti precotti preparati in anticipo per turisti frettolosi.

Un ristorante che dia ristoro: buona cucina, buona accoglienza, buon ambiente

Ecco, finalmente questo posto esiste in centro esiste e si chiama La Mela Stregata.

Una buona sala, organizzata in maniera attenta e professionale, uno chef giovane con una mano sicura sul baccalà, una materia prima di ottima fattura e poi il cavallo di battaglia, tra i più buoni mai mangiati, paragonabile alle più famose in città o forse addirittura superiore!!!

Sto parlando della Zuppa di cozze, qui eseguita in maniera MAGISTRALE:  pane croccante alla base,  pomodoro saporito e peperoncino ben dosato. Da oggi in poi la zuppa di cozze ha un nuovo riferimento stabile in città, zona Chiaia: La Mela Stregata.

Se volete mangiarla, preparatevi: è davvero in una mega porzione da mangiare avvolti nel bellissimo bavaglino!

L’altro colpo da maestro di questo ristorante dà il titolo al locale id Napoli e a quello di Lusciano: la Mela Stregata è un dolce di Santina di Mauro, particolare, buonissimo, da solo vale il viaggio.

Insomma, oltre a queste due specialità imperdibili segnalo alcuni piatti, a base di baccalà, provati durante la cena di presentazione e tutti molto convincenti:

Carpaccio di baccalà agli agrumi, pepe rosa e mela annurca caramellata

Mantecato di baccalà con scarola liquida e crostone di pane cafone

Tre “B” – Baccalà, barbabietola e bacon croccante

Primo piatto:

Spaghetti con baccalà e panura saporita

Da oggi in poi se mi chiedete dove mangiare la zuppa di cozze o un buon dolce, la risposta la sapete già.

 

Pubblicato in Food | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Vesuvio e dintorni al Bagatto

ricettevesuvio

Stasera, 16 luglio, la mia amica nunzia Gargano e il suo splendido libro “Le ricette del Vesuvio” vi aspettano in un evento imperdibile a Il Bagatto di Pagani.

WhatsApp Image 2020-07-07 at 20.05.36

Pronti, partenza, via… Da un’idea di Silvio Iaquinandi, patron di “Dimora Il Bagatto”, in collaborazione con “Ritratti di Territorio”, il progetto culturale della giornalista Nunzia Gargano, è nato “Vesuvio e Dintorni”. L’evento si svolgerà giovedì 16 luglio, alle 20.30, presso la struttura di via Termine Bianco in Pagani. Un’occasione per ripartire tutti insieme e provare a dimenticare le dure prove a cui ognuno di noi è stato sottoposto a causa della chiusura totale della nazione nel pieno rispetto delle regole del distanziamento fisico e sociale. Sarà delineato un percorso culturale-enogastronomico alla scoperta dei gusti nostrani. Sedici compagni di viaggio tra chef, produttori, maestri pasticcieri e ristoratori che si ispireranno al libro di Nunzia Gargano, “Le ricette del Vesuvio”, edito dalle Edizioni dell’Ippogrifo, coprotagonista della serata. Un manoscritto che è un vero e  proprio viaggio sulle vie delle tradizioni culinarie di tre zone campane: Agro Nocerino-Sarnese, Agro Vesuviano, Monti Lattari.
[20:05, 7/7/2020] Nunzia Gargano: Costo degustazione: 35,00 €
Per info e prenotazioni
Dimora Il Bagatto – Via Termine Bianco (VI Traversa)
Tel. 081957686 – 3391861993

Pubblicato in Food | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Acquerello: è napoletano il primo nuovo ristorante gourmet “Covid free”

Questa notizia me la manda un’agenzia di stampa di due care amiche. Non sono ancora andata a provarlo di persona, questo ristorante. E allora, di solito, non parlo delle cose che non ho provato.

Ma stavolta faccio un’eccezione, per 2 motivi: il primo è che Le Pendici è un posto dove vado spesso, perchè lo trovo un Centro Commerciale piccolo, a misura d’uomo, e quindi ben fatto. mi piace il panorama che c’è, il fatto che sia defilato ma facilmente raggiungibile. E quindi sono contenta che proprio lì abbia aperto il primo ristorante dell’epoca post covid: Acquerello, che ha aperto il 30 maggio le sue porte proprio in questa galleria commerciale.

mise en place

Il secondo motivo per cui ne parlo è ovviamente quello di un segnale di positività: anche se ancora siamo un pò spaventati e riprendiamo la nostra vita un passo alla volta, con prudenza, abbiamo anche voglia di segnali di ripresa, voglia di bellezza. 

panorama

E così ecco Acquerello: un locale bello, coraggioso e ambizioso, che presto proverò.

Nel frattempo, vi lascio con tutte le info:

Acquerello“, il primo esempio di ristorante anti – Covid in Italia, con un’organizzazione del personale e degli ambienti è interamente pensata nel rispetto delle regole dei protocolli anti-Covid nazionali e regionali; regole che sono state personalizzate coerentemente con il nuovo progetto ristorativo. Al bando i divisori in plexiglass, sì ad un’adeguata distanza tra i tavoli e tra le sedute (ulteriormente chiarita da una segnaletica orizzontale a pavimento). Menù consultabili online tramite scansione di un QR-Code sul proprio cellulare, oppure attraverso tablet che vengono igienizzati dopo ogni utilizzo, raccolta digitale dei dati dei clienti (che vengono conservati per 14 giorni) e misurazione della loro temperatura corporea. Personale di sala sempre presente ma dotato di tutti i dispositivi e formato in fatto di distanze e di tempi per minimizzare i contatti con i clienti. Lo stesso personale viene sottoposto alla misurazione della temperatura corporea ed ogni giorno firma un documento attraverso il quale dichiara di aver correttamente igienizzato le mani prima dell’ingresso al locale. Le ordinazioni vengono prese tramite un palmare collegato ad un gestionale che le inoltra alla postazione bar e alla cucina così da minimizzare il contatto tra gli operatori e velocizzare il servizio. Colonnine con gel igienizzante poste all’ingresso del ristorante, dei serivizi igienici, di ogni terrazza e di ogni sala. Sono queste alcune delle misure adottate dal primo esempio di ristorante di alta cucina italiano ideato per essere “Covid free“.
 La famiglia Irollo ha pensato ad “Acquerello” come un polo animato da una grande comunità unita dalla cultura e dalla volontà di valorizzare la ricchezza delle eccellenze artigiane campane e italiane. Stefano, Luigi e il loro papà, soci nell’impresa, hanno voluto trasferire la ricchezza della cultura artigianale campana e italiana sia nel décor, sia nella proposta gastronomica di fascia alta. “La cucina e l’ospitalità hanno il ruolo fondamentale di promotrici del buon vivere e della coesione sociale, temi più che mai attuali per la ripresa del nostro Paese – spiegano i fratelli Irollo -. Ci auguriamo che tra gli insegnamenti che possiamo trarre da questa delicata esperienza che stiamo vivendo ci sia anche un nuovo approccio all’alimentazione, più consapevole e rispettoso del territorio ed, in generale, della natura“. “Non dobbiamo pensare a quello che non si può fare e a quello che si è perso: dobbiamo concentrarci su quello che si può fare. Vogliamo restituire a chi si vorrà concedere una fuga culinaria in città il gusto e la gioia di vivere“, questa la loro mission per il futuro prossimo.
A dirigere la brigata di cucina c’è lo chef Antonio Borrelli, che rende omaggio agli ingredienti italiani; lo stile del locale è contemporaneo, reso unico da elementi d’impatto, pezzi d’arredo caratteristici e materie prime singolari: legni, cristalli, tessuti, quadri provenienti da tutta Italia. In ottemperanza ai protocolli vigenti, per consentire la massima distanza tra le sedute è stato creato anche un pop-up restaurant all’aperto con tavoli spaziosi, tutti rigorosamente “vista Vesuvio”.
Per l’opening di “Acquerello” l’azienda adotterà tutte le misure anti – Covid 19 indicate nei protocolli nazionali e regionali, al fine di garantire la massima sicurezza di coloro che interverranno e del personale.
Uovo cotto a 62 gradi su crema di piselli al rosmarino, vortice di caprino, topinade di olive nere e ketchup di pomodoro San Marzano
Pubblicato in Food | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento