Pizzeria Ciro Pellone a Fuorigrotta

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Non siamo dal Pellone più noto quello di Piazza Nazionale. Lo dico perchè questa pizzeria di Fuorigrotta, omonima e parente, possa essere giustamente collocata, non solo geograficamente, ma ad un livello molto alto sia di pizza che di fritti, oltre che di servizio e attenzioni nella piccola ma curata sala, dove, su tutto, spiccano le bellissime Ceramiche Massimino di Vietri sul mare, che hanno avviato coi fratelli Marco e Antonio Pellone una collaborazione personalizzando i piatti di varie dimensioni.

Superlativi ho trovato i fritti di apertura della zia:

Montanarina con mortadella;

montanarina con ricotta e pomodori secchi

crocchè; sui quali abbiamo bevuto in abbinamento una

birra Blonde dell’Aspide, che era perfettamente nelle mie corde.

Poi siamo passati alla prova del Nove: la Margherita. Questo è un locale nei pressi dello stadio, dove nei decenni passati si consumavano anche frettolose pizze a portafoglio, succulenti, bollenti. E al piatto arriva invece oggi una Pizza Margherita con San Marzano dop Gustarosso davvero unica. Paolo Ruggiero, patron di gustaRosso e del bel progetto Pomodoria, dove il 26 febbraio sarà al forno a legna Franco Gallifuoco,  era in sala, ad accompagnare con gioia il percorso di questi due fratelli, Ciro e marco, nei quali crede molto.

Era stata abbinata la birra più particolare della serata: la  Saison Birrificio dell’Aspide, forse inadatta a una Margherita, sicuramente ottima per l’aperitivo, con uno spiccato bouquet floreale.

Infine le pizze nate anche dalla collaborazione con luca omero: così come la mortadella, dimostravano che una buona scelta delle salsicce e ancor più del soffritto da abbinare alla pizza, sono il segreto per creare un vero e proprio piatto, e crearlo saporito e non pesante. Pizza “Carrettiera” con salsicce, friarielli e provola, pizza fritta con il soffritto, pizza fritta con cicoli e ricotta, in abbinamento birra De Rinaldi, Karma, che ho molto apprezzato.

La pizza fritta col soffritto è stata letteralmente adorata. Per me che invece proprio non riesco a mangiarlo la piacevolissima versione “classica” con un approccio molto light, che ho apprezzato: ricotta di fuscella e cicoli non secchi.

La serata perla stampa è stato anche un modo per dimostrare qual’è la linea produttiva di questa piccola ed efficiente pizzeria: l’affetto. Le collaborazioni sono finite in congratulazioni tra fornitori e comunicatori, tra proprietari e produttori. Bellissimo il clima di allegri, non competitività e fiducia che abbiamo respirato tutti.

E infine il dolce di Mario di Costanzo: un eclair al cioccolato fondente con crema ai frutti di bosco. Ora, io devo dire che da quella volta dell’apericake non sono obiettiva. Mangerei solo i dolci di Di Costanzo, perchè li trovo di un equilibrio e di un dolcemente acido che non mi sazia mai. Anche su questo, quindi, ottima scelta dei due fratelli.

Una serata in cui ho fatto più la food che la blogger, per due ragazzi che arriveranno lontano, sperando che rimangano sempre allegri, ingenui e con voglia di fare rete, così come li ho conosciuti oggi.

 

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Vista, Olfatto e Gusto moltiplicato per Sei

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Con le tabelline non sono mai stata brava: figuriamoci se mi chiedete di moltiplicare 3 sensi per Sei.

Eppure al Il San Cristofaro di Ercolano ci riescono egregiamente, con un bel percorso degustativo che si svolgerà lunedì prossimo, 26 febbraio alle 20 con una serata speciale su invito. Di che si tratta? Per scoprirlo, ecco il comunicato stampa:

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Lunedì 26 febbraio ore 20.00, presso lo splendido complesso turistico Il San Cristoforo di Ercolano, sorto a valle del Vesuvio e immerso nel verde lussureggiante e rivoli d’acqua, si terrà “Vista, Olfatto e Gusto moltiplicato per Sei”, degustazione alla cieca di sei vini provenienti da sei regioni italiane.

Organizzata da Angela Merolla, vedrà vini serviti con etichette e bottiglie bendate; solo a degustazione ultimata sarà rivelata la regione d’appartenenza, la cantina produttrice, il vitigno, l’annata e la gradazione alcolica di ogni vino, questo per rendere l’esame organolettico più oggettivo possibile, evitando di condizionare i giudizi dei degustatori.

Una lettura intrigante quanto affascinante, per una serata finalizzata all’approfondimento di alcune espressioni dei terroir italiani. “Vista, Olfatto e Gusto moltiplicato per Sei” sarà riservata a ristoratori, chef, sommelier e giornalisti del settore.

In abbinamento ad ogni vino saranno serviti prodotti gastronomici di alta qualità, piatti originali e la portata finale verrà realizzata da Antonio Tecchia executive chef de Il San Cristoforo. Si approfondiranno così i suggestivi sapori di territori diversi:

Chef Francesco Lama “Cucù”- Aversa CE

- Little Bun ai cinque cereali con tonno fresco pinna gialla, stracciata di bufala aromatizzata allo zenzero e spinacino fresco

Jamonita – Nocera Inferiore SA

-Tris di formaggi irpini Cooperativa Agricola Pecorino Bagnolese – Bagnoli Irpino AV :

Pecorino stagionato 12 mesi in grotta a latte crudo locale

Pecorino affinato su vinacce 14 mesi in grotta a latte crudo locale

Caprino stagionato 4 mesi in grotta a latte crudo locale

Mastro Fornaio Domenico Fioretti – Carinaro CE

Il Bufalino: mini casatiello bufalino, bocconcino di mozzarella bufala, caciotta di bufala, caciocavallo di bufala, salsiccia e salame di bufalo

Jamonita – Nocera Inferiore SA

-Jamon Iberico Senorio de Olivenza denominazione di origine Dehesa de Extremadura -100% razza pura iberica stagionato 48/54 mesi

Chef Gianluca Ungaro – Ciacco & Bacco – Gragnano NA

Pacchero dorato e fritto, ripieno di ragù di Picanha su salsa ai tre pomodori

Chef Antonio Tecchia – Il San Cristoforo

- Sensazioni al quadrato

Concludendo con il “Cassatino” del mastro fornaio Domenico Fioretti e il dessert “Goccia d’Oro” de La Ginestra in abbinamento al Limoncello Distilleria Petrone.

La serata è riservata e solo su invito.

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La cucina Rotonda DEL RA RISTOSVAGO di Pozzuoli

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Chi mi conosce, sa quanto io sia rotonda e curiosa delle novità. potevo quindi non cogliere al volo il bell’invito per assaggiare, appena fuori città, nella gradevolissima Pozzuoli, una cucina che facesse delle geometrie sferiche la sua chiave di volta?

Ovviamente no! per questo vi racconterò presto della “cucina rotonda”, ovvero dell’innovativa proposta di un locale che mi è simpatico fin dal nome: Ra Ristosvago. Curiosi? Cominciate con comunicato stampa e foto, che presto arriverà anche il post!

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È un inno alla figura del cerchio e alla convivialità la cucina “rotonda” del nuovo ristorante di Pozzuoli Ra Ristosvago, che per primo in Italia ha in menù pietanze tutte tondeggianti. Mercoledì 21 febbraio alle 19:30 nel locale di via Pergolesi la presentazione alla stampa con un food tour guidato dalla ristoratrice Raffaella Migliaccio, che propone cibi tondi nella preparazione e nella presentazione.

Dall’antipasto al dolce, la tradizione è rivisitata nelle forme e nei colori. Nel menù ad esempio spiccano innovativi ring di calamari al limone e ricotta, roll rainbow di pesce spada su crema di latte, praline al nero di seppia con salsa di finocchio e curcuma, bignè al salmone su salsa di zucca, cilindri mediterranei, anelli fusion, tortini di polpo caramellato. Protagonisti assoluti della cucina del Ra Ristosvago sono dunque il cerchio e il mare, che vengono ricercati e rivisitati tra tradizione e modernità. Le tecniche di cucina e di presentazione si mescolano dando origini a nuovi piatti fusion e rotondi, che portano in tavola storie diverse. Le pietanze della tradizione napoletana sono presenti, ma rivisitate sia nella cottura che in questa forma sempre tondeggiante. Un ritorno alle origini che sfocia in un mangiare moderno. Le tartare sono servite con geleè di aperol, salsa di guacamole, cipolla caramellata e geleè di lime. I gamberi si assaggiano in tre panature diverse: con pasta kataifi, mais, pastella al pomodoro. La crosta di Gragnano ha un ripieno di baccalà e bufala con pomodorini in agrodolce su letto di friarielli, di baccalà con impanatura alle mandorle e impanatura al mais su crema di ceci. Le prerogative del Ra Ristovago sono semplici ed essenziali: riscoprire, rielaborare, trasformare i prodotti del mare rispettando le usanze e le tradizioni. La scelta del nome “Ra”, è ispirata al dio del sole, simbolo di luce, calore e prosperità; caratteristiche che rispecchiano l’atmosfera del locale, luogo di svago, armonioso e di design, tutto ispirato al mare e alle imbarcazioni. Uno spazio nuovo dove incontrarsi mangiando dell’ottimo cibo fusion tondeggiante. Qui il piacere culinario si unisce alla calda accoglienza e si fa arte culinaria, dove i piatti sembrano dei dipinti. Il pescato fresco è quello del mare di Pozzuoli, i prodotti sono biologici, l’atmosfera è intima, i sapori sono rotondi.

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A figlia d’o Marinaro: oro e blu per il restyling del locale

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A Figlia d’o Marinaro è una realtà che non ha bisogno di presentazioni: è un locale storico nel cuore della Napoli più vera, punto di riferimento sia di una cucina di qualità che del rispetto della tradizione. Lo slogan del locale evidenzia una mentalità che poggia su valori forti di rispetto del cliente (PULIZIA, QUALITÀ E TANTO CUORE!) e che però guarda avanti.

Per questo, il locale (che tra breve si amplierà ancora, acquisendo il piano supeiore) ha ultimato da poco un ampio lavoro di restyling che ha visto predominare l’oro e il blu come colori: l’oro che rispecchia la luce e il sole di Napoli, il blu che dialoga col mare, in una cucina che è per Napoli simbolo della interpretazione più fedele dell’anima marinara della città.

Chi ha avuto la fortuna di conoscere la Signora Assunta sa che lei da sola potrebbe gestire oltre un ristorante; io ancora mi meraviglio di come Real time si lasci sfuggire l’occasione di un programma tagliato su di lei! E’ una persona eccezionale, una bellissima donna nella quale convivono le anime delle donne napoletane. Non a caso, la cucina, altamente personalizzata, è stata progettata personalmente dalla Signora Assunta.
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A Figlia d’o Marinaro è soprattutto mare e infatti pesce e ostriche fanno bella mostra in un acquario tecnologicamente evoluto. Ma questo locale è anche pizza, alla quale è stata ora dedicata un’area: classica e fritta come vuole la tradizione.

Ma la vera novità di questi lavori è propio la sala dedicata alla Signora Assunta:” un vero e proprio scrigno che racconta che tra foto e atmosfera racconta la storia fantastica di Assunta bambina, che puliva le cozze su una cassa di legno di Birra Peroni, sino ai giorni nostri. Una storia napoletana doc, in cui il cuore e l’amore per il proprio lavoro vincono su tutto.

 

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Ma, come si legge nel comunicato stampa, il nuovo A Figlia d’ò Marenaro è anche TECNOLOGIA e INNOVAZIONE: una cucina tutta realizzata in acciaio INOX AISI 316lL per realizzare una realtà altamente performance ed efficiente, come anche per il forno O JOSPER A CARBONE VEGETALE, che dona a tutti i prodotti già eccellenti per qualità e materie prime l’aroma del legno senza nessun tipo di contaminazione: l’innovazione al servizio dei sapori. Questa filosofia ovviamente si realizza anche per il fritto, altro punto di forza della cucina de A Figlia d’ò Marenaro. La Nextor Cooking Solutions ha realizzato la gamma di friggitrici HP-F, macchine specialistiche ad alta produttività dotate di un esclusivo sistema elettronico integrato per il risparmio energetico che monitora con precisione la temperatura ed assicura che al termine del ciclo di cottura l’olio sia di nuovo pronto per un’altra frittura. img_8996.

Anche la Pasticceria avrà un ruolo sempre più incisivo: ben esposta all’entrata, con collaborazioni con un altro nome storico della città, leopoldo, e una vetrina da leccarsi i baffi.
Che dire? sarà ancora più bello visitare questo tempio della cucina napoletana!

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