Premio gastronomico Ezio Falcone

A Cetara, tre anni fa mi intrufolai in una piccola gara gastronomica, dove i partecipanti erano per lo più signore del paese. La gara era gestita già molto bene da Angela Speranza, alla presenza dei maggiori chef di Cetara, tra cui spiccava Franco Tammaro.

Io, come al solito, ero più forte nell’idea che nella tecnica, ma la signora Teresa mi aiutò, oggi come allora, e alla fine vinsi anche un premio per la creatività.

Di anni ne sono passati e la competizione è rimasta amichevole e divertente, seppure di altro profilo: si è spostata nel bellissimo Hotel Cetus e annovera tra i partecipanti giornalisti, esperti del settore, ristoratori e chef. Quest’anno una giuria degna di ristoranti stellati e composta- tra gli altri- da Barbara Guerra, Albert Sapere, Sergio Sbarra, Luigi D’alise, Marco Contursi ed Emiliano Amato, Secondo Squizzato, ha assaggiato ben 12 piatti che avevano un comune denominatore: la colatura di alici.

Questo prodotto che io amo tanto, l’essenza purissima del mare, dello iodio, del sale, della Costiera, riesce a sposarsi anche con la lingua di vitello, anche con i funghi e le noci, oltre che con i pomodori e gli spaghetti (per citare i tre piatti vincenti di questa edizione).

Quest’anno, ad aiutare in cucina oltre a chef Tammaro, anche Salvatore Avallone, chef di Cetaria, persona simpatica e disponibile, oltre che autore di una Farfalla al pomodoro giallo di rara intensità (anche per merito dello sponsor Antonio Amato).

La nota dolce finale ha riguardato gli ottimi liquori e scorzette di AgroCetus.

Pubblicato in Food | Lascia un commento

L’Haccademia della Pizza

IMG_5975

La qualità delle pizzerie è in netta ascesa da ogni punto di vista: scelta degli ingredienti, servizio, qualità dell’impasto, attenzione alla cottura, integrazione con il territorio. Non a caso le pizzerie stanno comparendo sempre più in guide e classifiche e acquisiscono premi e spicchi.

Si acquisisce in qualità, ma si rischia di perdere quella familiarità, quella convivialità, quel modo di sentirsi in famiglia, diverso dal ristorante, forse più comune all’hosteria.

Ed è per questo che a me l’Haccademia di Aniello Falanga è piaciuta assai: una pizza eccellente, un’ accoglienza elegante ma familiare, una scelta di prodotti al top, un’atmosfera tranquilla, ma massima disponibilità alle esigenze di tutti.

Questo, come ho già detto in passato, fa di me una pizzeria al top. Questo, e la pizza, ovviamente. E questa è veramente buona, sia nel forno a legna, che a ruoto, che ho avuto la possibilità di assaggiare (è in carta il giovedì e il venerdì).

Le “classiche” sono perfette: è da lì che si “giudica ” un pizzaiolo:

soprattutto se annaffiato da un’ottima birra, come questa dei Maestri del Sannio

.

Tra le “classiche” c’è anche la Montanara, qui fritta magistralmente  e passata un attimo in forno, come da vecchia tradizione, per essere ancora più asciutta

E poi c’è la pizza che più mi ha colpito: una montanara con sugo alla puttanesca che è assolutamente un capolavoro!

Devo dire che queste pizze, anche quelle fritte, sono di una tale leggerezza che avrei potuto mangiarne due, tre, quattro…

Quello che colpisce di Aniello è che un “ideatore”: considera la pizza come un “piatto”, alla stregua di altri grandi maestri pizzaioli, su cui costruire un’armonia di sapori, recuperando le radici delle nostre tradizioni –come nel caso del tradizionale sugo alla puttanesca e in alcuni casi, innovando.

Per esempio, con questa pizza “autunnale” bella da vedere e buona da mangiare: una pizza con zucca, pancetta e salvia, in cui ogni ingrediente esalta l’altro: fare pizze con la zucca è prassi già sdoganata presso alcuen altre pizzerie, ma in nessuna ho trovato l’equilibrio che questa dell’Haccademia raggiunge.

Infine la deliziosa scoperta della “pizza nel ruoto”: un impasto di farine di grani antichi, che fa una diversa lievitazione e che viene cotta in un ruoto di alluminio, abitudine tipica delle zone contadine vesuviane. Questa è stata preparata con scarola tradizionale (olive pinoli, uva passa e alici) e pomodoro del piennolo, un abbinamento che mi ha stupito (non avevo mai associato la scarola al pomodoro del piennolo) e che mi è sembrato, ancora una volta, equilibrato e vincente.

Non è che oggi io non abbia aggettivi: è proprio che all’Haccademia associo il concetto di “equilibrio”: nei sapori, nel servizio, nell’impasto, nell’intera gestione dell’esperienza gastronomica.

abbiamo chiuso la bella serata con un barattolino dolce

certi di aver scoperto una piccola perla vesuviana, e con l’idea di tornarci presto, magari per assaggiare le #pizzedelnatale2016.

 

 

 

 

Pubblicato in Food | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

Strega: nuovo store a Napoli

FullSizeRender

In questi tempi di Halloween, si parla molto sia di streghe che di cioccolata. Fa moda nel web e fuori, pensare a feste, dolciumi, scherzetti.

Eppure, qui in Campania abbiamo la Strega per eccellenza, quella di Alberti, che è da sempre sinonimo di liquore, a cui si intitola anche il celebre Premio, ma anche di dolcezze, torroni, cioccolattini.

Strega per me è la bottiglia nel mobile bar di mamma, annusata ogni qual volta si faceva un dolce e che durante l’apertura del primo flagship store a piazza del Gesù, a Napoli, è diventato un cocktail squisito con soda e zenzero, in una veste metropèolitana e modaiola che riconigungeva la me bambina con l’adulta di oggi.

Strega per me è il torrone che mio padre comprava a mia madre ai Morti, come da usanza napoletana molto dolce.

Strega sono le Magie che mio marito adora e desidera sempre, una carta gialla che scarta quasi con colpevolezza, ogni qualvolta sente proprio bisogno di una coccola.

Strega è il Panettone buonissimo che mangiai poco prima di partorire Mauro, che ricordo ancora per la sua bontà e che desiderai appena partorito.

Strega è l’uovo di cioccolata che a Pasqua, ogni anno, mi faccio regalare come se fossi bambina.

Strega è le scatole di latta dal design anni ’50, meraviglioso e bellissimo, che sogno sempre che qualcuno mi regali.

Strega, insomma, è i momenti belli della mia vita.

 

Per questo, vi consiglio di andare prima dei Morti e prima di Halloween per fare incetta di cose buone seconda la Nostra tradizione. E poi, vi consiglio di tornarci ogni volta che volete assaggiare una cosa buona e di pensarmi mentre scartocciate un torroncino.

Pubblicato in Me | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

Divin Castagne

14800981_10205694502120999_1316554944_n

Dal 28 al 31 ottobre la sesta edizione del Divin Castagne
Il centro di S. Antonio Abate sarà trasformato in un grande villaggio del gusto. Protagonisti: vino, castagne e street food!

Dal 28 al 31 ottobre il centro di S. Antonio Abate sarà trasformato in un grande ristorante all’aperto in occasione del “Divin Castagne”, evento che da sei anni contribuisce a valorizzare la Campania, attraverso un percorso che vede protagonisti i prodotti nostrani (ad es. il fagiolo Mustacciello, la patata Ricciona, il pomodoro San Marzano, il carciofo violetto, i funghi chiodini e porcini) e le tradizioni regionali (con particolare attenzione alla musica). La kermesse è organizzata dall’associazione “Napoli è”, patrocinata dal Comune di S. Antonio Abate, e realizzata grazie alla collaborazione con Slow Food.
Divin Castagne 2016 sarà strutturato in due momenti ben distinti: la mattina sarà dedicata alle scuole, con laboratori all’aperto per gli alunni delle scuole elementari di Sant’Antonio Abate e delle città limitrofe, atti ad insegnare le differenze tra le varie tipologie di prodotti della terra; le ore serali saranno dedicate all’intrattenimento e alla degustazione di piatti tipici e vino.
Nell’ambito della manifestazione sarà allestita un’esposizione micologica, per avvicinare adulti e bambini al mondo dei funghi. Sarà possibile, inoltre, presso il Borsino dei Funghi, acquistare e toccare con mano i funghi tipici del periodo.

Il menù
Per la sesta edizione, poi, l’organizzazione ha ampliato la propria offerta enogastronomica: il menù comprenderà ben 4 primi, 4 secondi, 6 dolci e 6 postazioni di vino e caldarroste. Inoltre, un’interessante novità riguarderà la possibilità di degustare panini gourmet. Anche la Corte dei Vini avrà un più ampio spazio dedicato: cuochi e sommelier faranno da guida in un’esperienza degustativa unica, che porterà i presenti alla scoperta di una grande varietà di vini, accompagnati da particolari finger food. L’idea è quella di convogliare in un’unica location i buonissimi piatti provenienti da ogni parte della Campania e avere a portata di forchetta, o mano che dir si voglia, la qualità e la varietà dello street food incontrato e assaporato per le vie di Napoli. Gli stand saranno aperti dalle ore 19:30 fino a tarda serata.

Percorso di degustazione del vino “La Corte dei Vini”
Piazza don Mosè Mascolo sarà trasformata in un’enoteca a cielo aperto comprendente una selezione di 30 aziende vinicole che proporranno le proprie eccellenze con l’ausilio di sommelier qualificati, che avranno il compito di esplicare agli avventori le proprietà organolettiche e le qualità gustative di ogni singolo vino. Parallelamente saranno svolti show cooking che permetteranno agli avventori di assaggiare prelibati finger food sorseggiando ottimo vino.

Percorso enogastronomico “La via del Gusto”
Via Scafati sarà per quattro giorni trasformata in una “Via del Gusto” comprendente 5 aree cucina, dove cuochi professionisti prepareranno 4 primi piatti , 4 secondi piatti e diverse tipologie di panino gourmet. Saranno presenti anche 6 postazioni pasticceria, 6 postazioni vino e 6 di caldarroste.

Il programma musicale
Farà da cornice a tutto questo un programma di intrattenimento ricco e differenziato: la musica sarà la musica della strada, con numerose esibizioni in contemporanea che abbracceranno tutti i generi, con gli artisti chiamati per l’occasione ad abbandonare i canonici grandi palchi e scendere per strada. Il 28 ottobre si esibiranno i “FOJA”. Il 29 ottobre si svolgerà il live concert dei “Medina Group”. La serata del 30 ottobre si aprirà con la “Paranza Divin Castagne” (creata appositamente per l’evento Divin Castagne 2016) formata da Gerardo Amarante,Salvatore Di Vivo, Simone Carotenuto, Domenico Falciano, Biagino De Prisco. Il 31 ottobre sarà protagonista radio Kiss Kiss Napoli con lo spettacolo live dei “Tappi”. Presenterà le serate la conduttrice e giornalista Francesca Scognamiglio, volto di Rai 1.

Pubblicato in Me | Contrassegnato | Lascia un commento