Ris8 alla Riggiola: 5 febbraio 2019

riso8

Il 5 febbraio alla Taverna La Riggiola il rinomato riso Magisa della piana di Sibari protagonista di un intero menu dall’antipasto al dessert

(Per scoprire alcune delle portate di mercoledì vi consiglio di leggere per intero questo post! )

Un intero menu, dall’antipasto al dessert, per celebrare il rinomato riso calabrese della piana di Sibari: questo il leit motiv di “Ris8”, l’evento in programma mercoledì 5 febbraio (ore 20,30) presso la Taverna La Riggiola di Napoli. Ben otto le portate che lo chef Francesco Pucci preparerà con le diverse varietà di riso prodotte da Magisa. Prenotate in fretta il ticket di partecipazione per le 8 portate con i vini in abbinamento (costo 40 euro).

Eccovi, in anteprima, alcune portate, che saranno abbinate ai vini di due aziende vinicole, una campana e l’altra calabrese: CantaVitae di Marano di Napoli sia alla Calabria con le Cantine Spadafora 1915 di Mangone (Cs).

Prima parliamo del menu di mercoledì: una ghiotta occasione per provare la cucina della Riggiola, un posto dove si sta sempre bene, accolti come degli ospiti, saziati senza essere mai appesantiti.

Il Menu della serata è ricco, basato su 8 portate (come già fu per Baccalotto) di cui noi abbiamo assaggiato alcune di queste, di cui allego foto

Panino con farina Jemma, scarola e sashimi di baccalà 

Risotto Karnak crema di friarielli, baccalà e ‘nduja       

Sfoglia fritta, spuma di caciocavallo silano e tartufo nero

Riso nero al salto con fagioli a formella e cozze

il piatto che mi è piaciuto di più: riso nero tiepido, gli antichi fagioli a formella recuperati dall’azienda di Micillo e cozze. Ottimo!

Risotto Karnak allo zafferano, burro acido, ostrica grattugiata e caviale

questo piatto è in carta regolarmente ed è molto apprezzato dai clienti abituali della Taverna.

Bottone di riso Jemma con ripieno di ricotta e torzella, condimento alla genovese

Sartù

Sartù

Cassata infornata con farina Jemma  

In abbinamento: Madreperla bianco vino spumante brut 2018 Cantine Spadafora 1915 Rosaspina Calabria Igp rosato 2018 Cantine Spadafora 1915 Falanghina Campania Igp 2018 Cantavitae Peperosso Calabria Igp rosso 2018 Cantine Spadafora 1915 Primitivo Campania Igp 2019 Cantavitae  

Ticket di partecipazione: euro 40   Ingresso solo su prenotazione

Vorrei poi raccontare una bella storia del Sud, del nostro SUD che rinasce; due parole su queste tre sorelle calabresi che hanno deciso di produrre riso in un’azienda a Villapiana (Cs).

Le tre giovani sorelle Maria, Giusi e Sara Praino, affiancate da Paolo e Daniela Rizzo. hanno dato vita a riso nero e riso bianco, accompagnato da eccellenze calabresi come la ‘nduja e il caciocavallo silano.

Prenotate presto e non perdetevi la serata!

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Blogging Breakfast a Napoli -21 febbraio

cristina zagaria

Prima di presentarvi il primo Corso e colazione per blogger (21 febbraio, Napoli) e per chi scrive online per fare rete vi farò una premessa.

Scrivere online è una combinazione di talento, tecnica e perseveranza. La Rete regala molte opportunità e toglie molte energie. La Rete è un palcoscenico pericoloso: fa brillare, ma attira anche tanto odio. È alla portata di tutti ma solo pochi riescono.

Per questo, vi consiglio di seguire un corso, di stare attenti, di imparare dai professionisti. Se vi iscrivete entro oggi risparmierete anche!!!

Detto questo, leggetevi come, dove e quando e soprattutto con chi:  Silvia la seguo da tempo, Cristina pure e sono bravissime entrambe!

corso blogger locandina 2 cisterna-bistrot

I blogger si incontrano a Napoli per fare rete, usare il potenziale del web e creare nuove professionalitá. Due appuntamenti, il 21 e 22 febbraio al Cisterna Bistrot, nel centro storico. Silvia Ceriegi, toscana, arriva per la prima volta in città con il suo format “Blogging Breakfast”, in sinergia con Cristina Zagaria, giornalista e blogger napoletana, ideatrice del blog Viaggiapiccoli.

Venerdì 21 febbraio, dalle 14 alle 20 è in programma il corso intensivo di 4 ore dal titolo “Scrivere sul web ed essere visti”. Gli argomenti dell’incontro sono: come strutturare un piano editoriale, come scrivere titoli e sottotitoli efficaci, struttura e regole dei testi per il web. Il corso è studiato per chi vuole aprire un blog o per chi lo ha già, ma non riesce ad emergere e anche per addetti stampa e giornalisti di testate online.

Sabato dalle 9:30, colazione e mattinata di formazione per blogger e addetti alla comunicazione online, in uno dei locali più Instagrammabili di Napoli: Cisterna Bistrot al centro storico.

La Blogging Breakfast pensata da Silvia Ceriegi, famosa blogger, consulente web e ideatrice del portale Trippando, è ormai un appuntamento imperdibile per tutti quelli che vogliono saperne di più sui temi legati alla rete, mondo in continua e veloce evoluzione e cambiamento.

Ogni volta un nuovo ospite, ogni volta un nuovo luogo, per scoprire sempre cose nuove e imparare costantemente. «Non è un corso, non è un convegno, si tratta di una mattinata conviviale – dice Silvia Ceriegi – aperta agli appassionati di web e ai blogger di qualsiasi settore, argomento e tematica, anche a quelli che sono online da pochissimo, perché l’idea di base è quella del confronto per crescere insieme».

«Per il corso, invece, abbiamo pensato a un momento di formazione per scrivere online in maniera consapevole – spiegano Ceriegi e Zagaria – l’obiettivo è formare e dare gli strumenti giusti a blogger, giornalisti, addetti stampa, per usare le potenzialità del web, ottenere visibilità e credibilità, sfruttando le opportunità della rete, per creare nuovi progetti e dar vita a nuove professionalità che, affiancate a quelle più tradizionali della comunicazione, possano coprire uno spettro più ampio e completo».

Silvia Ceriegi, chimico di formazione, è blogger dal 2011, dal luglio 2017 è a tempo pieno, una consulente per il web e organizza, soprattutto in Toscana, corsi di formazione sul blogging e sulla gestione di Social Network a vari livelli, sia per blogger e content writer, che per liberi professionisti e titolari di piccole aziende che vogliono curare personalmente la loro comunicazione.

Cristina Zagaria, giornalista e blogger, con Francesco De Rosa cura il blog di viaggi Viaggiapiccoli www.viaggiapiccoli.com, che in due anni si è imposto nel panorama nazionale tra i più affidabili blog di viaggi per famiglie italiani.

 

Per informazioni. Silvia Ceriegi silviaceriegi@gmail.com Phone: +39 328 0161268

Costo dei corsi: 59 euro entro il 9 febbraio, 79 euro entro il 15 febbraio, 99 euro entro l’ultima settimana

Costo per la colazione: 14 euro

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Imperium: cucina stellare a Torre del Greco

imperium bistro

In quel tratto tra il Vesuvio e la Costa che va da Portici a Salerno ci sono le mie radici e le mie abitudini.

Ma lo dico subito: finora non c’erano le mie uscite al ristorante, tutte dedicate, ad eccezione di qualche amico a Vietri, alla penisola sorrentina o alla costiera amalfitana.

Eppure, la tendenza si sta invertendo: ristoranti come Masseria Guida e line alle falde del Vesuvio, pizzerie di eccellenza come Magma di Sakura (di cui ancora non ho provato la cucina) e ristoranti gourmet di pesce come San Pietro Bistrot, hanno cambiato la mia prospettiva.

Così, ecco aggiungere un altro indirizzo a Torre del Greco: Imperium Bistro forse tra questi quello con la proposta più varia e articolata, visto che ci sono anche cocktail e taglieri, accanto a una cucina che vede la regia dello chef noto e pluripremiato Vincenzo Langella.

Per questo prima di descrivere piatti e abbinamenti mostro prima un pò di foto, che presentano molto bene il posto, che è rinato dopo un intervento dell’architetto Valentina D’Urzo e della decoratrice d’interni Rossella Guarino:

Ma veniamo alla cucina che fa da contraltare ad una buona offerta bar, che va dagli amari ai cocktail, particolari e studiati anche per abbinarsi ai piatti, esattamente come è successo nel nostro pranzo:

Comunque noi abbiamo assaggiato un intero menu. Mi ha convinto ogni cosa, dall’antipasto al dolce, tutto giocato sul ricordo delle cucine tradizionali e sulla volontà di alleggerirle e reinterpretarle.

Il piatto top per me è stato il carciofo con lardo, crema di patate e una sorpresa di vongole all’interno. Strepitoso:

Molto buono anche l’antipasto tartare di manzo con bon bon di bufala a cui è stato accostato un “Passion Apple” (fatto con liquore di mele, sciroppo passion fruit, succo di mandarino , succo limone e succo di mela verde)

Lo “Spaghettone cacio e pepe su guazzetto di frutti di mare e pesto di nocciole” -piatto super, ma tra i vari quello che ho amato un pò meno), con l’idea di un incontro tra due piatti tipici di due regioni italiane (il Lazio e la Campania): la pasta cacio e pepe e gli spaghetti con i frutti di mare; il tutto accompagnato da un cicchetto di “French 75”, un cocktail a base di gin, succo di limone, sciroppo di zucchero e vino bianco.

Abbiamo poi degustato un boccone di stracotto di maiale alla soia e miele con bieta e rucola selvatica si può alternare un sorso di “Dolceamaro” (ottenuto con lime, rucola prestata, sciroppo di agave, zenzero pestato, vodka e ginger ale).

Questo piatto era talmente buono che volevo alzarmi e chiedere il bis. Se non l’ho fatto credetemi, è stato per decenza.

I cocktail sono frutto della creatività di tre giovani bar tender che si alternano dalla mattina fino a tarda notte al bancone di Imperium per garantire agli ospiti esperienze di food pairing in qualsiasi momento della giornata: Ivan Cerbone, Rosario Marciano  Sandro Azam.

Infine, abbiamo provato il dolce e soprattutto il cocktail abbinato. Quando mi hanno parlato di un moijto al caffè ho pensato che fosse un’idea insensata.

Per fortuna la curiosità ha vinto e così ho provato questo mojito classico con aggiunta di caffè borghetti. Buonissimo.

Abbinato al tiramisù che ha chiuso questo bel pranzo.

Questo è un posto che non dovete perdere: con una cucina stellare e scelte coraggiose negli abbinamenti.

Certo, un posto da provare anche solo per un cocktail o un caffè. Ma, fidatevi, se vorrete restare a cena mi ringrazierete.

 

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Dambo Beef & Grill

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Dambo è un posto nuovo, in tutti i sensi. È nuovo come locale -aperto da un anno- ma soprattutto come concezione: un’offerta che strizza gli occhi a New York, ma che si avvale di una lunga tradizione ristorativa e di prodotti assolutamente campani e certificati.

Partiamo dal cocktail bar: dalla possibilità di sedersi al bancone e ordinare un ottimo gin tonic (io l’ho assaggiato affumicato e al pepe rosa) e sbocconcellare una focaccella.

La visione del Dambo è davvero Ny style: è quella di un locale dove puoi iniziare con un aperitivo, decidere di restare a cena con la qualità di una steak house, essere coccolati con i piatti di un buon ristorante.

E decidere di farlo in un clima rilassato e informale, ma al tempo stesso elegante, dove il servizio è attento e allegro, dove l’impiattamento è curato e il risultato finale è pensato in ogni dettaglio.

Ma torniamo alle focaccelle: soffice impasto, lievitato 12 ore, cotte in un forno elettrico, piccole dimensioni, sfiziose farciture: noi abbiamo provato una margherita e una con salsiccia, friarielli e provola e una con pancetta e tartufo.

Ho assaggiato tante pizze, ultimamente, e la focaccella non lo è, ma è sicuramente la migliore innovazione “pizzosa” che ho mai assaggiato.

Esattamente come può succedere a chi voglia proseguire la serata, dopo il bell’aperitivo con le chips homemade, questi bocconcini di riso al lime e la focaccella, ci siamo accomodati al tavolo.

Qui abbiamo iniziato con un uovo biologico di razza livornese con panatura ai cereali, fonduta di pecorino, guanciale croccante e tartufo profumatissimo.

Ora, su queste due cose vi vorrei far riflettere:

1) Napoli è una città dove si mangia molto bene e che sta ampliando il ventaglio della scelta gastronomica, ma le uova si mangiano davvero poco, e in pochi ristoranti (salvo La Locanda del profeta e nulla più).

2) Nonostante il piatto sembri “piacione” non è facile equilibrare i gusti senza renderlo stucchevole e questo era perfetto!!

Abbiamo continuato con un piatto tutto vegetariano: il tortino di broccoli con fonduta di pecorino e chips di patate, che ribadisce la vocazione di Dambo di rendere felici tutti.

Dopo abbiamo proseguito con un tris di carni di selezione Cillo: costata e filetto di Marchigiana e la vitellina bianca degli Appennini, gustosi, succulenti con una cottura millimetrica e con ottimi friarielli e peperoni. La Tom Hawk di suino nero è stata servita con degli insoliti pomodorini alla vaniglia, che mi sono piaciuti molto. Veramente carne così buona e così ben cotta non ne mangiavo da tempo.

Abbiamo chiuso la cena con una pastiera scomposta al cioccolato e abbiamo accompagnato il pasto con un ottimo rosso di Cantine Iovine.

A Dambo si mangia bene, si beve bene, si sta bene.

Un posto da segnare in agenda, al centro della city partenopea, ma anche vicino ai teatri (Augusteo, San Carlo e Mercadante sono a pochi passi), dove fermarsi dal pranzo al dopocena. Perchè Napoli, come New York, è una città che pulsa a ogni ora.

 

 

 

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