Torneo Cinque Nazioni

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Perchè a Pasqua bisogna fare anche un pò di movimento…

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Cento giovani a Pozzuoli  per il “Torneo Cinque Nazioni”

Pallanuoto internazionale in Area Flegrea. L’impegno di Turismo e Servizi Srl, società flegrea di servizi turistici, per i giovani campioni europei

La Città di Pozzuoli ospita 100 giovani sportivi europei di grandi capacità impegnati nel “Torneo Cinque Nazioni”, competizione  internazionale di pallanuoto tra le migliori in Campania.
Di rilievo il contributo professionale della Turismo e Servizi Srl, società particolarmente impegnata nello sviluppo e nella fruizione dell’antico borgo del Rione Terra, testimonianza significativa nella zona flegrea.
La società si occupa della promozione del percorso archeologico ed in riferimento al torneo, si prende cura della sistemazione degli atleti internazionali. È infatti suo specifico compito  provvedere alle scelte alberghiere ed è responsabile che la fruizione delle stesse avvenga in maniera ottimale.
L’impianto polifunzionale di Monterusciello, la cui gestione è dello Sporting Club Flegreo, ospita i rappresentanti dei cinque Paesi di grande autorità nel settore che da anni predominano sulle scene internazionali.
Italia, Ungheria, Croazia, Montenegro e Serbia sono tra le Nazioni più quotate del Planeta. Gli atleti di ciascuna sono candidati per gli imminenti campionati di riferimento quali fulgidi astri nascenti, destinati a brillare sempre più in alto.
La società flegrea si occupa stavolta di 600 pernottamenti complessivi, gestiti con precisione e competenza.
La manifestazione è indetta dalla Federazione Italiana Nuoto, con il patrocinio del Comune di Pozzuoli. La presentazione si è tenuta nell’ex aula Consiliare del puteolano Palazzo Migliaresi al Rione Terra.
Nell’occasione, le guide di Turismo e Servizi hanno accompagnato i relatori della conferenza stampa, la delegazione italiana, quelle estere di Croazia, Ungheria e Montenegro, nell’interessante percorso del sito storico archeologico del Rione Terra,
Info: www.turismoeservizi.it
info@turismoeservizi.it
www.rioneterrapozzuoli.com
tel: +39 081 192 55 646

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Colomba salata e al pistacchio di Cappiello

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Una nuova imperdibile tradizione sta avanzando sulle nostre tavole napoletane: dopo la colomba dolce è il momento di quella salata.

La migliore che abbia mai mangiato (dopo alcune comunque buone e dopo sperimentazioni e contaminazioni di pregio come il panettone salato e il Panettiello) è quella della Pasticceria Cappiello che nasce da 3 ingredienti superlativi: il conciato romano di Manuel Lombardi,  i pomodori secchi, le uova fresche e la salsiccia lucana.

Una vera bontà che li ha portati a vincere premi (come quello Torinese della Mole delle Colombe, dove sono arrivati primi per la colomba non tradizionale)

ma soprattutto il plauso unanime (evento abbastanza raro) nella degustazione stampa presso la bellissima Villa D’angelo. tutti, ma proprio tutti i presenti sono imazziti per questa colomba salata.

In onore della struttura ospitante i Cappiello ci hanno fatto assaggiare un loro dolce semifreddo, il Sospiro D’Angelo che ha visto il passaggio alla parte dolce della degustazione:

che è poi proseguita con Casatiello dolce (o Pigna, un classico pasquale di molte zone dell’ entroterra campano e anche del vesuviano)

per poi passare alla Pastiera (profumatissima e molto umida):

alla colomba tradizionale e a quella al pistacchio, Cinzia

Una Pasqua ricca di bontà e di tradizioni vecchie e nuove che diventano sempre più irrinunciabile paradiso di noi golosi.

 

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Antica Throclea e C&D: le verdure migliori per la migliore minestra maritata

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Farsi gli auguri di Pasqua al C&D di Portici è un stato un enorme privilegio. Come un film che non conosci, ma che sai non ti deluderà, la regia di Marina Alaimo ha costruito un matrimonio di sapori tra i prodotti dell’Antica Throclea della bella famiglia De Martino.

Questa famiglia ha visto presenti tutti i suoi membri, ma la sua immagine è affidata soprattutto alla bella coppia di mamma-figlia: Vera Verrone e Luciana De Martino, due donne che incarnano la bellezza e la gioia dell’agricoltura 4.0, ovvero dello scegliere consapevolmente di portare avanti una tradizione rurale sul fondo di famiglia che produce noci, ortaggi, albicocca pellecchiella di presidio slow food e anche il presidio recente del pisello dei 100 giorni.

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Da questa ottima materia prima si producono un buon miele, la marmellata di albicocche e dei liquori a base di mallo di noci, come nocino e distillato.

E’ proprio con un aperitivo a base di nocino che abbiamo iniziato questo pranzo presso il C&D, ristorante di Portici noto per l’adozione di prodotti presidio slow food, posto splendido, informale ed elegante, in cui siamo stati ricevuti daldirettore di sala Gino Oliviero con il riguardo e l’onore che sono cifra stilistica di questo locale.

Tra i punti di forza del locale c’è la minestra maritata: ecco quindi la giusta occasione di celebrare il matrimonio tra le verdure tipiche della primavera nel Vesuviano e l’eccellente mano dello chef  (anch’egli vesuviano) Nunzio Spagnuolo, abile nel valorizzare le 5 verdure con una cottura lieve che ne ha preservato croccantezza e colore.

Il menù ha esaltato i prodotti dell’azienda vesuviana e che quindi ci ha permesso di respirare ed assaporare tutta la fertilità della terra vulcanica in cui affondano anche le mie radici.

Per antipasto il cremoso di pomodorino Giagiù (giallo) con baccalà accompagnato dal Caprettone

Poi abbiamo proseguito con il filetto di maiale pancettato in crosta di melenzane adagiato su crema di pomodorino del Piennolo, uno degli ultimi di questa stagione, sempre Antica Throclea:

Chiusura dolce prima con il tortino dal cuore caldo con miele e marmellata di pellecchielle, accompagnato dalle buone noci di Antica Throclea:

Un modo di regalare oggi storia e cultura attraverso il gusto, che mi ha fatto pensare: da oggi solo regali buoni della nostra Terra, come quelli nelle scatole regalo, buonissima idea regalo invece dell’abusata cioccolata:

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Infine abbiamo potuto raccordare questi sapori autentici a quelli di Dario Saltariello, altro tipo di amore, sempre basato su sapienza e pazienza: quello relativo alla lunga lievitazione della colomba, arte che ha appreso dal maestro Morandin, per un risultato notevole:

Poteva poi mancare un pezzo di cioccolata e una splendida poesia per chiudere gli auguri di Pasqua in quella che in fondo è una festa di donne, di Madre Terra, di energia e rinascita?

 

 

 

 

 

 

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1000 Gourmet: dalla Movida a Chiaia

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Si è da poco conclusa la trasmissione 4 Ristoranti di Alessandro Borghese, con la puntata finale ancora una volta dedicata alla pizza. Ma questa volta la città protagonista è stata Milano e non Napoli.

Milano? Esatto, nessun errore. Milano, la città di cocktail e risotti è stata invasa dalla pizza gourmet, che è diventata una vera e propria moda.

Qui a Napoli la pizza è una religione e ci sono tante tendenze, tra cui quelle della pizza gourmet: Vitiello, Vesi la interpretano bene, ma anche in centro, nel cuore di Chiaia, nella centrale Via dei mille, accanto al celebre SanCarluccio, c’è un posto giusto dove mangiare non solo  la “vera” pizza, (tradizionale, impasto diretto, farina 00, dove il protagonista è il pomodoro) ma anche la gourmet.

L’indirizzo giusto è 1000 gourmet, con le mani di Giuseppe Maglione, che lavora con impasti innovativi, lunga lievitazione e topping con materie prime di eccellenza, come i gamberi rossi, le patate viola, lo speck di Alto Adige, il caciocavallo irpino, il carpaccio di manzo.

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Impasto al cacao, alle noci, al limone, con farina integrale macinata a pietra.

Da 1000 gourmet la pizza è anche fritta, o tradizionale, appunto, ed è preceduta da fritti di livello, anch’essi originale: arancino di riso venere, crocchè di patate viola, frittatina con mortadella e pistacchi. Fritto asciutto, con pezzatura giusta, né enorme, né mignon.

Ovviamente, non voglio cavalcare alcuna moda, né dire che la pizza gourmet sia migliore di quella tradizionale: ne vedo le differenze, non faccio scale di sapore e mi ci avvicino con curiosità. Chiaramente, la pizza gourmet costa un pò di più, ma si presta alla condivisione e alla socialità, sia perchè viene servita tagliata a spicchi, sia perchè i diversi gusti invitano a piccoli e ripetuti assaggi.

La mia scelta da Giuseppe Maglione, pizzaiolo molto bravo, anima di Daniele Gourmet e consulente a Napoli, è stata quella della 4 impasti, un’esperienza gastronomica che contamina generi, tradizioni, e che lascia veramente soddisfatti.

1000 gourmet prende il posto della celebre Scalinatella: e davvero la pizza gourmet è diventata attraente come era la musica e dà qualcosa in più, rendendo particolare c la scelta di una serata in pizzeria, che si trova nel luogo di movida per eccellenza come Chiaia, e che si presta anche ad eventi “diversi”, come quello di stasera: Food Singer.

Insomma, un luogo da non perdere, una pizza da provare, un pizzaiolo – Giuseppe Maglione – che secondo me farà ancora altra strada.

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