#Terradifuoco » Il succo buono della Terra

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Dopo aver presentato cos’è per me #terradifuoco torno a parlare di bambini, di frutta e di educazione alimentare, tema che mi sta molto a cuore.

Un’iniziativa in tal senso si svolgerà domani, a partire dalle 9,00 alla Masseria Giòsole di Capua che apre le porte a tutti per la giornata conclusiva del progetto “Sviluppo di derivarti di frutta ad elevato grado di sicurezza d’uso – DERFRAM”. Il Progetto finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della Regione Campania e attuate da Università e CNR ha portato avanti ricerche e tecniche per la produzione di succhi di frutta più sani e naturali, ovvero con un contenuto ridottissimo di residui di fitofarmaci e micotossine tra cui la patulina.
E chi sono i principali consumatori dei succhi di frutta?
Sicuramente i bambini, che li adorano, e che spesso noi mamme proibiamo proprio perché contengono troppi zuccheri e conservanti. Quegli stessi conservanti che fanno male e che  vengono esorcizzati nella attività di gioco dei bambini, con la creazione della “Strega patulina” durante la prima parte della giornata-evento di domani 28 marzo (qui il programma della giornata).

Oltre ai bambini, i succhi di frutta vengono usati dai giovani, come parte integrante di cocktail e long drink: anche a loro è diretta un’attività attraverso il concorso per un cocktail sano, di cui verranno premiati i barman degli istituti alberghieri di Caserta e provincia che presenteranno nuovi cocktail analcolici o a bassa gradazione alcolica a base di succhi di frutta valutati da una giuria composta da giornalisti ed esperti del settore enogastronomico.
Infine, la chef stellata Rosanna Marziale presenterà le sue confetture con l’albicocca del progetto Derfram.
Succhi, confetture: la frutta dovrebbe essere alla base dell’alimentazione dei più giovani, ed è importante che sia di ottima qualità, ma anche libera da conservanti e sostanze chimiche.

Giovani e Bambini, poi, sono i potenziali consumatori di domani, come mi ha spiegato anche Laura Gambacorta, giornalista,  che vede il valore in DEFRAM il valore di ricerca e quello di ricaduta positiva sulla salute della popolazione: “Sono orgogliosa di aver curato la comunicazione istituzionale di questo progetto perché è dai giovani che bisogna partire: sono loro il vero frutto da coltivare, il seme di oggi che deve diventare maturo attraverso una crescita sana”.
E #terradifuoco condivide questi valori.

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