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Diciamo che dopo aver programmato il videoregistratore per la prima volta, e aver registrato le pubblicità di una hot line invece del concerto di Liga, hai capito che la tecnologia non faceva per te.

Poi sono arrivate le chat, le mail e i racconti di viaggi parigini e hai cominciato a pensare che il mondo diventava minuscolo se riuscivi a connetterti. E poi in fondo si trattava di scrivere, la cosa che più di ogni altra ti piace fare, e ci sei riuscita.

Ma comunque non sei stata una tipa da smartphone, e tuttora non hai un iphone e un ipad e usi poco l'ipod. Non hai il netbook e hai avuto pochi cellulari, tutti ridicoli (si ricorda qui un compianto cellulare di HelloKitty, rubatomi nel tram 1 qualche tempo fa).

Eppure,  io lavoro nelle ICT, dalla ricerca delle culture digitali alla costruzione di spazi web.

Il paradosso che mi vede specializzata nel digitale pur non essendo un'amante della tecnologia fa storcere il naso a molti, e a volte  sento dire con disprezzo che “il web è per tutti, ormai” (o che ci sono “cani e porci”). Ma non è vero. Il web è per chi ha mente aperta e voglia di comunicare, tempo per aggiornarsi e voglia di scoprire, pazienza per provare e riprovare e umiltà di chiedere. Avere un sito proprio o curare contenuti ed testi, significa avere il piacere di svelarsi o avere cura di ciò che dicono gli altri, provando ad importunare zioG per dirgli che esisti anche tu. Nonostante nel web ci spe

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sso ci si nasconda dietro un avatar, serve un avatar che abbia faccia tosta, argomenti giusti e orecchie aperte.

E poi contano le idee: da quando sono in contatto con le foodblogger ho scoperto quante siano le geek girl, diverse per età, provenienza geografica, lavoro…alcune hanno figli, altri mariti, altre sono studentesse e tutte riescono a gestire i loro blog, a

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migliorare foto già bellissime, ad incrementare accessi facendo le grezzographic e le homemadeseo, senza dimenticare da dove vengono, cosa mangiano e cosa sono. Senza fingersi delle nerd e nemmeno ambire a diventarlo. Semplicemente, stando in rete e comunicando, talvolta rileggendo i post e curando template, talvolta dimenticandosene (succede a me, e non solo).

Ed infine, last but not least, essere delle “sempliciotte digitali” conta eccome perchè permette di vedere il web com'è, popolato da gente che ha fretta, obiettivi precisi ed esigenze pratiche, ed anche gusto estetico e voglia di relax.

Tutto questo per dire che da oggi ho installato il plugin di GoogleFriendFeed, e se volete potete diventare follower di questo blog, come segno tangibile per la vostra solidarietà ad una cuochina virtuale, content manager precaria e soprattutto web writer, che non so di preciso che vuol dire, ma suona tanto, tanto bene.

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